Produttività, qualità del digitale e governance dell’Intelligenza Artificiale al centro della crescita del Paese
Caronia (SPS – TXT Group): “Misurarsi sui risultati, non sulle ore: qualità, sicurezza e AI per un’Italia più affidabile”
La CEO di SPS – TXT Group racconta a Giordano Fatali, in collaborazione con il Giornale d'Italia, la necessità di passare da una logica di subfornitura a un modello orientato agli outcome, investendo in competenze, KPI di servizio e AI applicata con responsabilità
Eleonora Caronia, CEO di
Come costruire un'Italia migliore? Da dove ripartire?
Costruire un’Italia migliore, per un’azienda IT come SPS che lavora spesso in subfornitura, significa smettere di misurarsi in “ore” e iniziare a misurarsi in “risultati”. L’Italia migliora quando aumentano produttività, servizi che funzionano e fiducia: tre cose che il digitale può abilitare, ma solo se è fatto con qualità. Da dove ripartire? Da tre fondamenta. Competenze: formazione continua vera, percorsi di crescita, riduzione del turnover. Responsabilità: progetti con metriche chiare (tempi di rilascio, stabilità, sicurezza, riduzione incident), non documenti e alibi. Esecuzione: pochi obiettivi e disciplina nel delivery (test, code review, sicurezza by design, osservabilità). Nel concreto SPS può contribuire specializzandosi in 2–3 aree ad alto impatto per il Paese (cybersecurity, data quality, automazione/affidabilità), creare acceleratori riusabili, e proporre ai prime contractor contratti orientati agli outcome, dunque ai risultati non quantitativi. In parallelo, “restituire” competenze al territorio: docenze in ITS/scuole, project work, supporto a enti locali su processi digitali e sicurezza. Un’Italia migliore non nasce da slogan, ma da migliaia di sistemi che non si rompono, dati affidabili e servizi semplici. SPS può essere parte della soluzione se diventa una fabbrica di qualità, non di ore.
Qual è il contributo concreto che lei e il mondo da lei rappresentato state dando per costruire un’Italia migliore?
Il contributo concreto che SPS, in ogni sua componente organizzativa fornisce ogni giorno, è consentire il funzionamento di infrastrutture e servizi che sono ormai pezzi di cittadinanza: reti, app, assistenza clienti, pagamenti, sicurezza. Quando preveniamo un disservizio, riduciamo un downtime, chiudiamo una vulnerabilità o automatizziamo un flusso, stiamo risparmiando tempo e soldi a cittadini e imprese. Il contributo che possiamo dare di più non è “fare ore”: è cambiare qualità e filiera, anche da terza parte. Significa portare standard minimi non negoziabili (test automatici, osservabilità, security by design senza concedervi alcuno sconto) e rifiutare scorciatoie che creano debito tecnico; spostare la governance su KPI di servizio (stabilità, tempi di rilascio, incidenti, qualità dei dati), non sul numero di persone; rendere riusabili le soluzioni (template, librerie, automazioni) per ridurre tempi e costi di delivery; investire stabilmente in competenze (formazione continua, mentoring, apprendistati) e trasferirle anche fuori dai progetti (ITS, scuole, enti locali). Un’Italia migliore nasce quando il digitale è affidabile, sicuro e semplice: meno sprechi, più fiducia, più opportunità.
Quali sono le iniziative più innovative che state programmando per il futuro?
Per il futuro stiamo programmando iniziative che ci facciano uscire dal puro “body rental” e ci rendano utili per il cliente (e per il Paese) con risultati misurabili.
1. Delivery “a outcome”: per alcune commesse pilota proporremo contratti e governance basati su KPI di servizio (stabilità, tempi di rilascio, incidenti, qualità dei dati), con report mensili e responsabilità condivise.
2. AIOps e automazione operativa: in ambito Telco vogliamo portare casi d’uso concreti di AI per predire anomalie, ridurre ticket ripetitivi e migliorare la resilienza (meno “AI marketing”, più ROI tracciato).
3. SPS Academy: percorsi strutturati (junior→mid, reskilling) e partnership con ITS/università, con project work su problemi reali dei clienti e del territorio.
Innovazione, per noi, significa industrializzare qualità e competenze: meno emergenze, più affidabilità, più valore per chi usa i servizi.
Tra i temi di attualità più importanti nel panorama nazionale e internazionale, quale notizia pensa debba essere sottolineata e rilanciata? Perché?
La notizia che rilancerei è che la governance dell’AI sta passando dalla teoria alla fase “operativa”: nella settimana 16–20 febbraio 2026 l’India ospita l’India AI Impact Summit (con “main summit” 19–20) per produrre indicazioni pratiche su regole, rischi e adozione dell’AI. In parallelo, in Europa il tema diventa apertamente geopolitico: Macron spinge per nuova capacità di debito comune UE per finanziare settori strategici (digitale/AI, energia, difesa) e ridurre dipendenze esterne, mentre i leader UE discutono di competitività in un ritiro dedicato.
Perché è la notizia più importante (anche per l’Italia)? Perché qui si decide chi controllerà infrastrutture, dati, standard e investimenti che determineranno produttività, sicurezza e qualità dei servizi pubblici/privati nei prossimi anni. L’UE, inoltre, ha già fissato il quadro regolatorio con l’AI Act, quindi imprese e PA italiane dovranno attrezzarsi (compliance, trasparenza, gestione del rischio) per non subire la transizione.