Innovazione, AI e competenze: il valore aggiunto potenziale per l’Italia nei prossimi anni
Montanino (Avanade): “L’Intelligenza Artificiale è una leva strategica per la crescita dell’Italia, ma serve colmare il gap di competenze”
L' Amministratore Delegato di Avanade Italia racconta a Giordano Fatali, in collaborazione con Il Giornale d’Italia, la necessità di una trasformazione strutturale, il piano di 500 assunzioni e la sfida della sovranità digitale nell’era dell’AI agentica
Paolino Montanino, Amministratore Delegato di Avanade Italia, ha rilasciato un'intervista a Giordano Fatali (Fondazione Campus Montecitorio) per la Rubrica "Come costruire un'Italia migliore", in collaborazione con Il Giornale d'Italia, in cui ha approfondito il ruolo strategico dell’Intelligenza Artificiale e della trasformazione digitale come leve di crescita per il Paese. Dalla necessità di colmare il gap di competenze al piano di 500 nuove assunzioni, fino alla sfida della sovranità del dato nell’era dell’AI agentica, per rafforzare competitività, produttività e resilienza del sistema Italia.
Come costruire un'Italia migliore? Da dove ripartire?
Un’Italia migliore si costruisce mettendo l’innovazione al centro del modello di crescita, come leva strutturale di produttività, sovranità e competitività. L’innovazione a cui mi riferisco deve prioritizzare la digitalizzazione delle filiere tradizionali (in primis la manifattura), portando AI, dati e cloud nei processi core delle aziende e ripensando completamente il modo di lavorare con questi strumenti.
Stiamo parlando di un'ondata trasformativa con un impatto a livello globale, ovviamente, ma che interessa anche il nostro Paese. Queste tecnologie e l’innovazione ad esse connesse hanno infatti un potenziale strategico molto rilevante in termini di incremento del PIL nazionale: alcune stime prevedono un impatto dell’AI sulla crescita del nostro valore aggiunto pari al 17% nei prossimi anni (The European House Ambrosetti, “AI 4 Skills Observatory”, 2005; in collaborazione con Microsoft e Avanade).
Eppure, l’Italia fatica a rimanere competitiva. La mancanza di competenze specifiche continua a rappresentare il principale ostacolo all’adozione diffusa dell’Intelligenza Artificiale nelle aziende, specialmente nel nostro Paese. A partire dal 2023 si sono registrati i primi progressi, ma ad oggi oltre il 60% dei manager italiani vede le competenze sull’AI ancora scarsamente diffuse (The European House Ambrosetti, “AI 4 Skills Observatory”, 2005; in collaborazione con Microsoft e Avanade): la tecnologia c’è, sono le persone che non sono ancora pronte ad utilizzarla.
Se l’AI è ormai una leva strategica per la crescita del nostro Paese, la preparazione della forza lavoro diventa quindi la priorità, e colmare il divario presente è una sfida di grande portata per il sistema economico italiano. Il fattore differenziante in termini di competitività lo otterranno quelle aziende che riusciranno a capire quali competenze sono necessarie (che non è scontato) e ad attrarre e mantenere talenti in grado di gestire efficacemente l’adozione di questa tecnologia, trasformare il modo di lavorare con ritorni significativi in termini di crescita e competitività.
In Avanade stiamo però osservando un trend positivo: il 96% delle aziende italiane sta dando priorità agli investimenti per il potenziamento delle competenze della propria forza lavoro e nella creazione di nuove posizioni, mentre l'82% prevede di aumentare gli investimenti di formazione per aiutare i dipendenti ad adottare gli strumenti tecnologici emergenti (Avanade Trendlines, “AI Value Report”, 2025).
Qual è il contributo concreto che lei e il mondo da lei rappresentato state dando per costruire un’Italia migliore?
L’innovazione non è più una scelta, ma un obbligo. E le aziende italiane lo sanno: il 97% delle imprese del nostro Paese sa che rischia di rimanere indietro se non si muove abbastanza velocemente con l'AI, e in tanti hanno già avviato processi di adozione della tecnologia all’interno dei vari processi operativi. Tuttavia, il 50% sta ancora lavorando allo sviluppo di business case, mentre il 45% è bloccato allo stadio di proof of concept (Avanade Trendlines, “AI Value Report”, 2025).
Rimanere al passo con questo progresso tecnologico continuo è infatti una sfida più che reale. Seppur consapevoli della necessità di adottare l’AI per non rimanere indietro, la maggior parte delle organizzazioni continua ad implementare soluzioni isolate, su specifiche funzioni, senza un approccio integrato.
È necessario invece pensare in ottica di trasformazione sostenibile e duratura, che permetta alle organizzazioni di adattarsi ed evolversi attraverso un cambiamento continuo.
In questo contesto estremamente complesso, in cui le aziende devono prepararsi a navigare un futuro potenziato dall’AI spesso senza le competenze interne necessarie e con il rischio di perdere enormi vantaggi competitivi se non si muovono tempestivamente, Avanade si trova in una posizione unica per aiutare le organizzazioni a prepararsi a questo shift, migliorando l'esperienza lavorativa e umana e stimolando crescita e valore.
Per continuare il nostro lavoro, con l’obiettivo di essere il punto di riferimento per le aziende italiane nel loro processo di trasformazione, abbiamo delineato un piano di crescita della nostra forza lavoro che partirà con 500 assunzioni di talenti altamente formati su competenze digitali avanzate. Queste diventeranno figure strategiche per supportare l’evoluzione e la crescita dei nostri progetti, e accompagnare le imprese nel loro percorso di sperimentazione e rivoluzione del proprio business grazie alle nuove capacità tecnologiche oggi a disposizione.
Ma il vero impatto lo si vede soprattutto quando la forza lavoro è altamente formata, motivata, realizzata. Per poter aiutare le aziende in questo momento di trasformazione per noi è fondamentale essere i primi ad adottare e sperimentare la tecnologia, costruendo team di persone e agenti che imparano a collaborare e ottimizzare i processi insieme. Investiamo quindi sulle nostre persone con dinamiche di apprendimento continuo per far sì che ogni employee Avanade sia AI fluent, indipendentemente dal ruolo.
Crediamo inoltre in un ambiente di lavoro in cui le caratteristiche uniche di ognuno vengono promosse e diventano leva di innovazione, mettendo sempre le persone al centro. Per noi, la tecnologia ha un impatto reale solo quando è umana, accessibile e inclusiva.
Quali sono le iniziative più innovative che state programmando per il futuro?
Nel 2026 non ci chiediamo più se le organizzazioni stanno adottando o meno l'AI, sappiamo che è un processo ormai ben più che avviato. La domanda che ci poniamo ora è: riescono le aziende a trasformare i primi risultati in impatto reale nel lungo periodo?
L’AI viene principalmente considerata come una leva per aumentare il fatturato, ma fino ad oggi solo il 32% dei leader dichiara di aver ottenuto un impatto reale (Accenture, “Pulse of Change”, 2026).
Questo perché per sbloccare il potenziale dell’AI le aziende devono trovare l’equilibrio tra il fattore umano, sempre al centro, e il valore aggiunto della tecnologia, specialmente in quella che oggi chiamiamo l’era dell’AI agentica. Stiamo vedendo entrare in gioco, infatti, nuovi collaboratori digitali che stanno abilitando modelli organizzativi più agili e intelligenti, capaci di anticipare le evoluzioni del mercato e costruire vantaggi competitivi significativi e sostenibili.
Si tratta di un cambio di paradigma epocale, un modo completamente nuovo di pensare l’interazione tra persone e tecnologia. Le possibilità di utilizzo sono davvero infinite, ma imparare a trarre valore da queste soluzioni e integrarle correttamente all’interno dell’ecosistema aziendale non è certamente un compito semplice.
Come Avanade, vogliamo aiutare le organizzazioni a prepararsi a questo cambiamento: le aziende che accelerano con l'adozione dell'AI agentica hanno bisogno di piattaforme che possano supportare modelli di governance emergenti.
Ed è proprio con questo obiettivo che nasce la nostra Agentic Platform, una libreria di agenti e template preconfigurati e specifici per settore, facili da implementare e da gestire, progettati per funzionare con gli strumenti già utilizzati dalle aziende o trasformando la dispersione degli agenti in una squadra ben gestita. Le organizzazioni possono sfruttare la libreria di Avanade con agenti per funzione e settore, automatizzando attività ripetitive, aumentando la produttività, migliorando l’esperienza del cliente e permettendo di ottenere delle informazioni, altrimenti non evidenti, che favoriscano decisioni più intelligenti e facciano emergere nuovi filoni di business, mantenendo sempre le persone al controllo.
Tra i temi di attualità più importanti nel panorama nazionale e internazionale, quale notizia pensa debba essere sottolineata e rilanciata? Perché?
Il tema più attuale di tutti, per le aziende così come per le realtà governative, è quello della sovranità del dato nell’era dell’AI.
In tutta Europa e nel mondo, oggi le organizzazioni si trovano ad affrontare un complesso mix di mandati normativi, aspettative elevate di resilienza e incessanti progressi tecnologici. La sovranità è diventata un requisito fondamentale per governi, istituzioni pubbliche e imprese che cercano di sfruttare appieno il potere del cloud mantenendo il controllo sui propri dati e operazioni.
La compliance, la protezione del dato, il rispetto dei requisiti regolamentari, sono quindi ormai elementi imprescindibili e non più opzionali.
Non solo: con l’avvento dell’AI agentica, che sta completamente trasformando il modo in cui i sistemi AI si comportano, interagiscono e prendono decisioni, anche il tema della sovranità del dato è diventato di estrema rilevanza: se i workload AI tradizionali erano statici, gestibili centralmente e circoscritti in aree geografiche ben definite, i sistemi basati sugli agenti AI sono l’opposto: in perpetua evoluzione, continuano ad imparare e migliorarsi, a diventare più autonomi, e cominciano ad agire al di fuori del perimetro aziendale.
In un panorama così complesso, le aziende stanno affrontando difficoltà critiche nel pianificare una strategia concreta. Il 60% ha cominciato il loro percorso di sovranità digitale mettendo in sicurezza i propri dati, ma solo il 22% hanno incluso la tecnologia AI nei loro programmi di protezione (Avanade, “Protecting AI Sovereignty Report”, 2025).
Come Avanade, ci troviamo al fianco delle aziende per supportarle nel loro percorso di innovazione sicura e responsabile, con progettualità che si pongono l’obiettivo di rafforzare la protezione e la sovranità del dato, la compliance e la governance in un’ottica di security integrata ed end-to-end. Ed è proprio così che insieme riusciamo a definire strategie di difesa che ci permettono di sfruttare appieno il potenziale dell’AI senza incorrere in alcun rischio.