Wayve raccoglie 1,2 miliardi di dollari in Serie D con Mercedes, Stellantis, Nissan e Uber, valutazione sale a $8,6 miliardi
Il round include investimenti legati a milestone di Uber e partecipazione di Nvidia e Microsoft; la startup britannica punta a lanciare robotaxi in 10 città globali e AI Driver entro il 2027
La startup britannica Wayve ha raccolto 1,2 miliardi di dollari nel round di finanziamento Serie D con la partecipazione di Mercedes-Benz, Stellantis, Nissan e Uber, portando la valutazione complessiva della società a 8,6 miliardi di dollari. Il finanziamento include investimenti aggiuntivi legati a milestone di Uber e la partecipazione di Nvidia e Microsoft, a conferma della crescente attenzione degli investitori verso le tecnologie di guida autonoma. La società punta a lanciare i suoi robotaxi in 10 città globali e il software AI Driver entro il 2027, estendendo le applicazioni sia ai veicoli privati sia alle flotte di trasporto autonomo.
La startup britannica Wayve, specializzata in guida autonoma, ha completato un round di finanziamento Series D da 1,2 miliardi di dollari, cifra che sale a 1,5 miliardi includendo investimenti legati a milestone da parte di Uber, portando il totale raccolto dalla società a 2,8 miliardi di dollari e aumentando la valutazione complessiva a 8,6 miliardi di dollari. Al round hanno partecipato anche Mercedes-Benz, Stellantis, Nissan, Nvidia, Microsoft e diversi investitori istituzionali.
Il CEO e fondatore di Wayve, Alex Kendall, ha dichiarato a Reuters che la società dispone ancora della "grande maggioranza del capitale" raccolto nel precedente round da 1,05 miliardi di dollari nel 2024, guidato da SoftBank Group. "Abbiamo una riserva di capitale... che dimostra la nostra solidità finanziaria non solo per lanciare prodotti, ma anche per mantenerli sul mercato per decenni", ha affermato Kendall.
L’investimento arriva in un momento di rinnovato interesse per la guida autonoma, mentre produttori di chip come Nvidia sottolineano che l’intelligenza artificiale sta rendendo possibili veicoli realmente autonomi. Lo sviluppo dei robotaxi, tuttavia, si è dimostrato più complesso del previsto: aziende come General Motors, Ford e Stellantis hanno ridotto o abbandonato progetti costosi in questo settore.
Wayve ha già avviato operazioni di robotaxi a Londra in collaborazione con Uber, dove dovrà confrontarsi con Waymo, controllata da Alphabet, che prevede di lanciare il servizio nella capitale britannica. Secondo Kendall, nel 2026 la startup lancerà robotaxi in 10 città a livello globale, anche se non ha specificato quali. Nel frattempo, Uber ha annunciato che entro la fine del 2026 distribuirà robotaxi in fino a 15 città mondiali, tra cui Madrid, Hong Kong, Houston e Zurigo, con Hong Kong destinata a diventare il primo mercato autonomo dell’azienda in Asia.
Oltre ai robotaxi, Wayve fornisce tecnologie di assistenza avanzata alla guida e sistemi di guida autonoma a diversi costruttori. Nissan ha annunciato test di un nuovo sistema basato sulla tecnologia della startup, con lancio previsto nell’esercizio finanziario 2027 in Giappone. La società collabora anche con Mercedes-Benz e Stellantis su applicazioni consumer e robotaxi. "Questa è un'opportunità per rafforzare le nostre partnership strategiche con Stellantis e Mercedes", ha aggiunto Kendall.
Antonio Filosa, CEO di Stellantis, ha commentato l’investimento: "L’approccio embodied-AI di Wayve e la sua architettura di apprendimento end-to-end rappresentano un’importante innovazione nella tecnologia della guida autonoma. Il loro lavoro è ben allineato con la strategia di Stellantis basata su piattaforme e con il nostro focus su un’intelligenza veicolo scalabile e orientata alla sicurezza. Vediamo un forte potenziale di collaborazione".
Il piano di Wayve prevede anche il lancio entro il 2027 del software AI Driver, una piattaforma basata su un’architettura di apprendimento end-to-end destinata sia ai veicoli privati sia alle flotte di robotaxi. "Il futuro è che ogni veicolo sarà autonomo. Noi forniamo la piattaforma di intelligenza per consentire ai produttori di auto di realizzare i prodotti che sognano", ha aggiunto Kendall, precisando che una quotazione in borsa rimane un obiettivo a lungo termine, subordinato alla dimostrazione su larga scala della sostenibilità industriale e commerciale della tecnologia.