Studio Aon, tempeste convettive diventano il rischio assicurato più costoso del XXI secolo, perdite assicurate globali a $127 mld
Il Climate and Catastrophe Insight Report segnala 260 miliardi di dollari di perdite economiche globali, incendi in California i più costosi, caldo estremo oltre 25.000 vittime, gap di protezione globale al 51%
Aon ha pubblicato il Climate and Catastrophe Insight Report 2025, che analizza l’andamento dei disastri naturali a livello globale e le tendenze climatiche dell’anno appena concluso. Secondo il report, le tempeste convettive severe (SCS) hanno superato i cicloni tropicali, diventando il rischio assicurato più costoso del XXI secolo. Solo nel 2025, le SCS hanno generato 61 miliardi di dollari di perdite assicurate a livello globale, il terzo valore più alto mai registrato.
Le perdite economiche complessive causate dai disastri naturali hanno raggiunto 260 miliardi di dollari, il livello più basso dal 2015, mentre le perdite assicurate sono rimaste elevate, attestandosi a 127 miliardi di dollari, segnando il sesto anno consecutivo in cui gli indennizzi assicurativi superano la soglia dei 100 miliardi di dollari. Il report evidenzia come gli eventi ad alta frequenza e forte severità, in particolare negli Stati Uniti, continuino a generare perdite assicurate sostanziali anche in anni con un livello di rischio inferiore alla media.
Tra gli eventi più significativi del 2025, gli incendi boschivi in California – Palisades ed Eaton Fires – hanno causato perdite economiche per 58 miliardi di dollari e perdite assicurate per 41 miliardi di dollari, rendendoli gli incendi boschivi più costosi mai registrati a livello globale. Il numero totale di vittime a livello globale è stato di 42.000, principalmente a causa di terremoti e ondate di calore, con il terremoto in Myanmar che ha provocato 5.456 morti. Il caldo estremo ha causato oltre 25.000 decessi, con il 2025 classificato come il terzo anno più caldo mai registrato.
Il report evidenzia anche le dinamiche regionali. Negli Stati Uniti si è concentrato oltre il 54% delle perdite economiche globali, con perdite assicurate pari a 103 miliardi di dollari, corrispondenti all’81% del totale assicurativo globale. Nelle Americhe, l’uragano Melissa ha provocato 11 miliardi di dollari di danni economici, con 2,5 miliardi di dollari assicurati in Giamaica, Cuba e altri Paesi, mentre la siccità in Brasile ha generato perdite agricole per circa 5 miliardi di dollari. In EMEA e APAC, le SCS hanno rappresentato il rischio assicurato più costoso, mentre il terremoto in Myanmar è stato l’evento più letale, esclusi gli effetti delle ondate di calore.
Il report sottolinea anche l’importanza delle soluzioni di trasferimento alternativo del rischio. Prodotti assicurativi parametrici, come i cat bond, hanno permesso una rapida erogazione di fondi, con esempi concreti come l’uragano Melissa in Giamaica, dove sono stati resi disponibili oltre 650 milioni di dollari in due mesi. Queste soluzioni consentono agli assicuratori e ai fornitori di capitale di ridurre le perdite e aumentare l’efficacia del finanziamento del rischio.
In merito all’Italia, il 2025 è stato relativamente favorevole dal punto di vista della sinistrosità catastrofale, ma una parte significativa delle perdite economiche è rimasta non assicurata, confermando come il gap di protezione nel Paese sia ancora rilevante. L’introduzione dell’obbligatorietà della copertura assicurativa contro le catastrofi naturali per le imprese e la creazione del pool riassicurativo nazionale, sviluppato con il supporto di ANIA, rappresentano strumenti chiave per aumentare capacità e stabilità nel lungo periodo.
“I dati del Climate and Catastrophe Insight Report 2026 confermano che la sfida climatica è ormai strutturale e i danni causati a inizio anno nel sud Italia dal ciclone Harry sono un segnale anche per il nostro paese. La riduzione del gap di protezione a livello globale è un segnale positivo, ma evidenzia allo stesso tempo quanto sia fondamentale continuare a rafforzare la resilienza fisica e finanziaria, soprattutto nei mercati più esposti e meno assicurati. In questo contesto, il settore riassicurativo svolge un ruolo chiave nel sostenere capacità, innovazione e soluzioni di trasferimento del rischio sempre più evolute. L’integrazione tra modelli avanzati, dati di qualità e tecnologie di analisi del rischio consente ad assicuratori, imprese e istituzioni di trasformare l’incertezza climatica in decisioni più informate, sostenibili e orientate al lungo periodo”, ha dichiarato Pietro Toffanello, CEO di Aon Reinsurance Italia.