Generali Investments, Euro Investment Grade (IG) a €88,6 mld (+6% YoY), crescita trainata da finanziari (€49,3 mld) e non‑finanziari (€39,3 mld)
I fondamentali societari restano solidi e negli Stati Uniti gli utili si confermano robusti, con oltre l’80% delle società in crescita annua e il 77% sopra le attese; in Europa la stagione è più moderata, ma circa due terzi delle aziende battono le stime
Le emissioni di credito Euro Investment Grade (IG) hanno raggiunto 88,6 miliardi di euro, segnando una crescita del +6% Year-over-Year. L’espansione è stata trainata principalmente dal comparto dei finanziari, che ha contribuito per 49,3 miliardi di euro, e da quello dei non-finanziari, con un apporto di 39,3 miliardi di euro.
Il Commento di Fabrizio Viola, Portfolio Manager di Generali Asset Management
I fondamentali societari restano solidi:gli utili statunitensi sono robusti, con oltre l’80% delle società che registra una crescita annuale e il 77% che supera le attese, mentre in Europa la stagione è più moderata, con circa due terzi delle aziende che battono le stime. Gli spread creditizi appaiono compressi a 73 bps, ma la forte domanda per rendimenti “all‑in” e la limitata offerta netta stanno esercitando pressione al ribasso. Tra le operazioni più rilevanti spicca il bond in sterline a 100 anni di Alphabet/Google, un’emissione da 1 miliardo di sterline con cedola al 6,125% (+120 bps vs UK gilts), una operazione singolare vista la scadenza.
Andamento degli spread
Gli spread investment grade continuano a stringersi grazie alla domanda incessante e alle condizioni di liquidità favorevoli, ma la sostenibilità di questo trend dipende in modo decisivo dai fondamentali societari. I bilanci sono ancora solidi, ma gli investimenti legati all’AI e la crescente competizione globale spingeranno sempre più le aziende verso strategie orientate agli azionisti come M&A, buyback, dividendi più elevati e maggior capex, il tutto con potenziali effetti negativi sul profilo creditizio. Questo cambiamento dovrebbe manifestarsi prima negli Stati Uniti e solo in seguito in Europa, ponendo al centro dell’attenzione la sostenibilità del debito. Non si tratta di un rischio imminente e, infatti, la leva finanziaria non è ancora aumentata in modo significativo, ma riteniamo che questo sarà il principale segnale da monitorare prima di rivedere la visione costruttiva sul credito corporate.
IA generativa e conseguenze
Si intravedono primi segnali di indebolimento del sentiment in settori come software, editoria e asset‑gatherers, dove gli effetti più dirompenti della IA generativa potrebbero manifestarsi per primi. Fortunatamente, il peso di questi sotto‑segmenti all’interno dell’indice IG è limitato e non sufficiente a condizionare l’intero mercato. Dall’altro lato, il rischio legato all’AI‑Capex (stimato a 650 miliardi di USD nel solo 2026) riguarda principalmente i grandi conglomerati IT in grado comunque di finanziare programmi di investimento così ingenti tramite i propri flussi di cassa endogeni o nuove emissioni di debito con rating nella fascia single‑A. Queste società continueranno a investire, sperando nei ritorni massicci che deriveranno dal rimodellamento del nostro futuro guidato dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, in caso di inversione del sentiment, avrebbero la possibilità di interrompere rapidamente tali investimenti e utilizzare i loro ingenti flussi di cassa per ridurre il debito o preservare il rating. Pertanto, riteniamo corrette le preoccupazioni ma siamo anche consapevoli che i programmi di spesa sull’IA sono decisamente sostenibili se restano confinati alle poche e note società oggi coinvolte.
Squilibri di domanda
Forze macro come la de‑dollarizzazione, nuovi acquirenti asiatici, l’offerta limitata e i costanti afflussi nei target‑date funds stanno accentuando la domanda per il credito Europeo di qualità, in particolare per la carta subordinata. Molte nuove emissioni stanno ora prezzando al di sotto del fair value e persino sotto ai livelli di mercato secondario. Il mercato si è spostato verso una “ricerca di carta” più che verso una ricerca di rendimento, con un rinnovato interesse per soluzioni strutturate come alternativa ai bond semplici. Queste condizioni rappresentano spesso segnali preliminari di euforia e richiedono un monitoraggio attento.
Considerazioni finali
Manteniamo una visione costruttiva sul credito EUR IG. Le dinamiche della leva societaria restano favorevoli, il rischio di default è contenuto e la domanda, sostenuta da forti afflussi, continua a supportare questa classe di attivi. Sebbene gli spread IG appaiano più vulnerabili da un punto di vista ottico, è difficile individuare catalizzatori di breve che possano determinare un allargamento strutturale. Di conseguenza, gli excess return rispetto ai governativi appaiono ampiamente probabili nelle prossime settimane. Allargamenti repentini guidati da fattori macro o totalmente esogeni (ad esempio il Liberation day di Trump), nel caso si verificassero, sarebbero delle ottime opportunità di accumulo.