Arma dei Carabinieri, inaugurato l'anno accademico 25/26 della scuola Ufficiali di Roma alla presenza del Ministro Crosetto e del Comandante Generale Luongo
Durante l'evento sono state delineate le "Linee programmatiche” per il 2025-2027, fondate su innovazione, razionalizzazione delle risorse, digitalizzazione dei processi e snellimento decisionale, con l’obiettivo di migliorare il servizio reso ai cittadini
Presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026 alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, di numerose personalità istituzionali, parlamentari e diplomatiche, Autorità di Governo, Ecclesiastiche e Militari, nonché esponenti delle Magistrature e delle Forze di Polizia.
Le parole del Comandante Generale, Salvatore Luongo
Il Comandante Generale, Salvatore Luongo, nel ricordare il difficile anno trascorso, ha innanzitutto rivolto un pensiero commosso ai Carabinieri caduti e feriti nell’adempimento del dovere, esprimendo ancora una volta riconoscenza e vicinanza alle loro famiglie. L’attenzione si è quindi concentrata sull’attuale scenario geopolitico, caratterizzato da conflitti armati, tensioni economiche, emergenze climatiche e minacce multidominio. Sul fronte interno, accanto alle manifestazioni tipiche della delinquenza comune, incidono il crimine organizzato e l’attivismo del fronte eversivo.
Le linee programmatiche per il triennio 2025-2027
In tale prospettiva, sono state definite le “Linee programmatiche” per il triennio 2025-2027, fondate su innovazione, razionalizzazione delle risorse, digitalizzazione dei processi e snellimento decisionale, con l’obiettivo di anticipare le minacce e migliorare la qualità del servizio reso ai cittadini.
Ribadita la centralità dell’Organizzazione territoriale per l’esercizio della funzione di controllo del territorio e per lo svolgimento delle indagini di polizia giudiziaria, dove è impiegato il 75% di tutto il personale, il Comandante Generale ha poi evidenziato l’importanza del controllo capillare del territorio come forma principale di prevenzione dell’illegalità, sottolineando che nel 2025 “le nostre unità operative hanno espresso 3,5 milioni di servizi preventivi e, sul fronte dell’ordine pubblico, sono stati impiegati oltre 1 milione di militari”.
Ribadita la centralità dell’Organizzazione territoriale per l’esercizio della funzione di controllo del territorio e per lo svolgimento delle indagini di polizia giudiziaria, dove è impiegato il 75% di tutto il personale, il Comandante Generale ha poi evidenziato l’importanza del controllo capillare del territorio come forma principale di prevenzione dell’illegalità, sottolineando che nel 2025 “le nostre unità operative hanno espresso 3,5 milioni di servizi preventivi e, sul fronte dell’ordine pubblico, sono stati impiegati oltre 1 milione di militari”.
Training on the job
Grande rilievo è stato attribuito anche alla formazione, considerata leva strategica per generare competenza e responsabilità. Fra le altre cose, sono stati illustrati il modello di “training on the job”, il potenziamento linguistico e l’elaborazione di un futuro Codice etico, quale riferimento valoriale e deontologico per tutto il personale.
Nel concludere, rivolgendosi direttamente agli Ufficiali Allievi, li ha esortati a fondare il proprio servizio su etica, responsabilità e senso del dovere, ricordando loro che “la missione dell’Arma è essere credibile verso l’esterno per generare fiducia nei cittadini. Ma la credibilità si costruisce partendo dall’interno, là dove ogni giorno si vive il servizio. Nasce dalla fiducia reciproca tra militari, dalla trasparenza dell’agire, dalla coerenza. Quando questa fiducia è salda tra di noi, allora diventa forza comune che si irradia verso l’esterno e raggiunge le strade, le case, le comunità, diventando lo sguardo protettivo dell’Arma all’interno delle famiglie italiane”.
Nel concludere, rivolgendosi direttamente agli Ufficiali Allievi, li ha esortati a fondare il proprio servizio su etica, responsabilità e senso del dovere, ricordando loro che “la missione dell’Arma è essere credibile verso l’esterno per generare fiducia nei cittadini. Ma la credibilità si costruisce partendo dall’interno, là dove ogni giorno si vive il servizio. Nasce dalla fiducia reciproca tra militari, dalla trasparenza dell’agire, dalla coerenza. Quando questa fiducia è salda tra di noi, allora diventa forza comune che si irradia verso l’esterno e raggiunge le strade, le case, le comunità, diventando lo sguardo protettivo dell’Arma all’interno delle famiglie italiane”.