Irtop Consulting, il 34% delle società quotate su EGM rendiconta la sostenibilità; capitalizzazione complessiva a €3,9 miliardi

Durante la presentazione dei dati analizzati dall'Osservatorio ECM ESG su EGM è stata annunciata la partnership con l'Università Milano-Bicocca per lo sviluppo di ricerca scientifica sulla sostenibilità aziendale

  • Cresce il numero delle società che rendicontano la sostenibilità: 72, rispetto alle 67 dell’anno precedente
  • 76% le aziende che considerano l'impatto dell’attività sugli SDGs: i più perseguiti “8-Lavoro dignitoso e crescita economica” e “9-Industria, innovazione e infrastrutture”
  • I GRI Standards si confermano il framework di rendicontazione maggiormente utilizzato (70%)

IRTOP Consulting, boutique finanziaria specializzata sui Capital Markets e nell’Advisory per la quotazione, IPO Partner di Borsa Italiana, annuncia le analisi dell’Osservatorio ECM ESG su Euronext Growth Milan, che ha indagato le prassi di disclosure ESG delle 72 società quotate su EGM al 31 dicembre 2025 (34% del totale) che hanno rendicontato le proprie attività di sostenibilità.

Le principali evidenze dell’Osservatorio sono state presentate a Milano nel corso di un convegno rivolto a investitori, istituzioni e stampa economico-finanziaria, durante il quale è stato annunciato l’avvio di una partnership tra IRTOP Consulting e Università degli studi di Milano-Bicocca per lo sviluppo di un percorso di ricerca scientifica e applicata sulla sostenibilità aziendale, con focus sulle aziende quotate su EGM e private valutando gli aspetti sustainable ed il loro impatto sulle performance economico-finanziarie.

Anna Lambiase, CEO di IRTOP Consulting e Direttore Scientifico dell’Osservatorio ECM ESG: “Le società quotate su EGM che rendicontano la sostenibilità raggiungono il 34% del totale (+5% rispetto al 2024), per una capitalizzazione complessiva di 3,9 miliardi di euro. Si tratta di un segnale chiaro di maturità del mercato. La rendicontazione ESG non è più un elemento accessorio, ma una leva strategica di competitività: rafforza il dialogo con gli stakeholder, migliora l’accesso al capitale e contribuisce alla creazione di valore nel breve, medio e lungo periodo. Il 76% delle aziende ha inoltre mappato il proprio impatto sugli SDGs, a conferma di una crescente consapevolezza del ruolo sistemico che le imprese rivestono nella società e nell’economia. Le informazioni non finanziarie sono ormai parte integrante dei processi di valutazione sia lato debito che equity, anche ai fini dell’accesso a strumenti di finanza sostenibile, quali IPO, green bond e social bond. La nostra partnership con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca rappresenta un passaggio strategico di primaria importanza: un’integrazione virtuosa tra rigore accademico e applicazione operativa che ci permetterà di sviluppare evidenze empiriche solide e strumenti evoluti a supporto di imprese, investitori e dell’intero mercato." 

Federica Doni, Professore Associato – Direttore Master SiLFiM, Università degli Studi di Milano-Bicocca: “Questa nuova collaborazione segna l’avvio del rapporto tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Osservatorio ECM ESG e conferma l’impegno dell’ateneo nel rafforzare il dialogo con il mondo delle imprese. Per l’università, promuovere la sostenibilità e un modello di impresa etico è fondamentale. In questo contesto, l’ateneo fornirà un solido impianto teorico, metodologico e scientifico e il coordinamento accademico delle attività, partecipando all’intero processo di ricerca, dalla raccolta e sistematizzazione dei dati alla redazione di report intermedi e white paper.”

Nel corso della tavola rotonda dedicata alle testimonianze degli imprenditori e degli investitori, sono intervenuti: Ercolino  Ranieri, Amministratore Delegato di XENIA (Hospitality Company quotata su EGM), Maura Pisciarelli, ESG Manager di DEDEM (leader in Italia nell’identificazione automatica e nella gestione di aree di intrattenimento, quotata su EGM), Angelo Gigante, CEO e Loredana Amoruso, Legal Affairs di PREDICT (attiva nello sviluppo di tecnologie nel settore healthcare) Maurizio Lorenzon, amministratore unico di SILA (specializzata nei processi industriali di microincapsulazione, nel settore dell’alimentazione animale e umana), Alessandro Vasconi, Head of Portfolio Management di FUTURA SGR, piattaforma di asset management diversificata.

Caratteristiche settoriali e regionali della società

Al 31 gennaio 2026 sono 72 le società quotate su Euronext Growth Milan (34% del totale) che rendicontano le proprie attività di sostenibilità, per una capitalizzazione complessiva pari a 3,9 miliardi di euro. Il dato è in crescita rispetto alle 67 società che rendicontavano la sostenibilità al 31 dicembre 2024.

Le società sustainable appartengono principalmente al settore Technology Services (19%), seguito dai settori Commercial Services (13%), Producer Manufacturing (8%) e Consumer Durables (8%). 

In termini di composizione territoriale, la regione più rappresentata è la Lombardia (33%), seguita dal Lazio (11%) e dalla Emilia-Romagna (10%).

Natura della rendicontazione e tipologia di documento

Con riferimento alla natura della pubblicazione, si rileva che la stessa è obbligatoria nel 24% dei casi (in quanto connessa alla pubblicazione della Relazione d’Impatto correlata allo status di Società Benefit e in 1 caso alla pubblicazione della DNF), volontaria nel restante 76% dei casi.

In relazione alla tipologia di documento, il 73% delle imprese pubblica un Bilancio o Report di Sostenibilità/ESG, mentre il 25% pubblica la Relazione d’Impatto in virtù del proprio status di Società Benefit. Inoltre, l’1% pubblica il Bilancio Integrato e l’1% redige la DNF ex D. Lgs. 254/2016.

L'analisi evidenzia che il 97% del campione preferisce pubblicare il documento in modo distinto, mentre il restante 3% integra il report ESG all'interno del Bilancio.

Matrice di Materialità e doppia materialità

Il 90% delle società ha esposto i temi materiali all’interno dei documenti. Nello specifico, il 19% delle società ha realizzato una matrice di materialità, prioritizzando quindi i temi identificati in base alla loro rilevanza per il business e per gli stakeholder, mentre il 49% ha mappato i temi sotto forma di lista. Rispetto al 2024, il 6% delle società ha utilizzato la doppia materialità che richiede alle aziende di considerare non solo gli effetti delle loro attività sull’ambiente e sulla società (e come questi fattori esterni influenzano le performance finanziarie), bensì anche il modo in cui dall’esterno tali fattori possono essere influenzati da trend tecnologici, introduzione di nuove normative e direttive, nuovi concorrenti e nuove soluzioni. Rispetto al 2024, il 22% delle società ha utilizzato la doppia materialità che richiede alle aziende di considerare non solo gli effetti delle loro attività sull’ambiente e sulla società (e come questi fattori esterni influenzano le performance finanziarie), bensì anche il modo in cui dall’esterno tali fattori possono essere influenzati da trend tecnologici, introduzione di nuove normative e direttive, nuovi concorrenti e nuove soluzioni. 

Il 83% (in aumento rispetto al 79% al 31 dicembre 2024) adotta processi di stakeholder engagement all'interno del proprio business model. Lo stakeholder engagement, strumento di ascolto, dialogo e coinvolgimento con il quale l’impresa si confronta con i propri interlocutori in una logica di rispettiva collaborazione e responsabilità, diventa una leva fondamentale.

Framework di rendicontazione

Tra gli standard di rendicontazione diffusi a livello internazionale, quello maggiormente adottato dalle aziende (70%) è il Global Reporting Initiative (GRI Standards) mentre il 15% non ha specificato lo standard di rendicontazione. Relativamente ai GRI Standards, si rileva che:

  • il 7% ha preferito l'opzione «Referenced» (consente di utilizzare soltanto specifici GRI Standards o singole sezioni di questi);
  • il 6% ha optato per l'opzione «In Accordance - Core» (il report contiene le informazioni minime necessarie a comprendere la natura dell'organizzazione, i suoi temi materiali e i relativi impatti e come questi vengono gestiti);
  • il 28% ha preferito l'opzione «With Reference» (quando un’organizzazione non è in grado di soddisfare i requisiti obbligatori dello standard GRI o vuole rendicontare solo specifiche informazioni).

Nel 2025 in coerenza con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), si è rilevato che il 15% delle società sustainable di EGM (rispetto al 5% del 2024) ha utilizzato gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standard). 

Obiettivi di sviluppo sostenibile

Un ulteriore aspetto di analisi ha riguardato l'adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile SDGs definiti dall'AGENDA 2030 dell’ONU. Emerge che il 76% delle aziende preso in considerazione l'impatto che la propria attività ha sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Analizzando i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, emerge come il GOAL 8-Lavoro dignitoso e crescita economica (63%) si conferma anche quest’anno l’Obiettivo più adottato dalle Società (66% al 31 dicembre 2024) all’interno del loro percorso di crescita e sviluppo sostenibile, seguito dal GOAL 9-ndustria, innovazione e infrastrutture (60%).

Certificazioni

Le certificazioni ISO 14001:2015 e ISO 9001:2015 sono quelle principalmente ottenute (la prima al 54% e la seconda al 72%), seguite dalla certificazione ISO 45001:2018 (36%). 

Rischi relativi agli aspetti ESG

L'analisi ha evidenziato che il 65% dichiara di adottare un Modello di Gestione dei Rischi per garantirne un corretto controllo e mappare una strategia risolutiva. Il restante 44% ha dichiarato di non adottare un sistema di identificazione dei rischi di natura non finanziaria, basandosi quindi sull'analisi del contesto interno ed esterno della azienda. 

Sono stati analizzati i principali rischi cui una società può essere esposta: economici/business (53%), rischi ambientali/climatici (53%), rischi personali (43%), information security (31%).

Modelli di Governance

L’indagine ha esaminato il grado di integrazione dei modelli di governance implementati. Il 96% delle aziende ha adottato il Codice Etico quale documento ufficiale dell'azienda che contiene l'insieme dei diritti, doveri e delle responsabilità nonché i valori dell'ente nei confronti dei portatori d'interesse. L’86% ha adottato il Modello di Gestione, Organizzazione e Controllo previsto dal D. Lgs. 231/2001 

Con l’obiettivo di assumere in maniera più snella ed efficiente le decisioni strategiche in merito alle tematiche di sostenibilità, lo studio ha verificato l’eventuale istituzione di comitati ESG. Il 36% delle società (24% al 31 dicembre 2024) si è dotato di un Comitato di Sostenibilità con il compito di supervisionare i temi non finanziari e di integrare all’interno della propria strategia aziendale i criteri ESG.