Banca Generali, risultati 2025 con utile a €446 mln (+3%), margine d’interesse a €325 mln (+2%) e masse totali record a €113,5 mld (+9%)
Il CdA dell’istituto bancario ha approvato i risultati preliminari al 31 dicembre 2025, registrata raccolta netta a €6,8 mld (+3%), CET1 ratio al 17,1% e TCR ratio al 18,9%
Banca Generali ha reso noti i risultati 2025 con utile a €446 milioni (+3%), margine d’interesse a €325 milioni (+2%) e masse totali record a €113,5 miliardi (+9%).
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha approvato i risultati preliminari consolidati al 31 dicembre 2025.
L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Siamo estremamente soddisfatti dei risultati conseguiti: utili e masse mai così alti, accompagnati da uno sviluppo commissionale in crescita a doppia cifra, confermano la solidità e la sostenibilità del percorso intrapreso. Nonostante l’impatto delle operazioni straordinarie, la banca e le sue persone hanno mantenuto una chiara direzione sugli obiettivi strategici, portando avanti progetti di grande rilievo quali l’integrazione di Intermonte, il lancio dell’insurbanking con Alleanza e lo sviluppo delle piattaforme di intelligenza artificiale a supporto dei banker, che rappresentano pilastri fondamentali per la crescita futura dell’Istituto. Più in generale, si percepisce una nuova energia all’interno della Banca, dopo aver definitivamente superato una fase caratterizzata da forte incertezza e inaugurato una stagione ricca di prospettive di crescita entusiasmanti. Riteniamo che questo sia il messaggio più significativo per tutti gli stakeholder — in primo luogo dipendenti, consulenti e clienti, ma anche istituzioni e mercati. In particolare, riteniamo essenziale rivolgere un segnale di grande attenzione ai nostri azionisti, attraverso una proposta di incremento costante della cedola e una gestione dei rischi e del business orientata alla creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. Abbiamo iniziato questo nuovo esercizio con il passo giusto e lo affrontiamo con fiducia e ambizione, consapevoli del contesto caratterizzato da crescenti incognite e volatilità, ma forti delle opportunità che ci consentono di rafforzare ulteriormente la distintività del nostro modello di business e del nostro percorso di sviluppo”.
Risultati economici consolidati al 31 dicembre 2025
Banca Generali ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto consolidato di €445,8 milioni (+3,4% a/a), il livello più elevato mai raggiunto nella sua storia. Le masse gestite e amministrate per la clientela hanno toccato un nuovo picco a €113,5 miliardi (+9,3% a/a) mentre la raccolta netta del periodo ha superato i €6,8 miliardi (+2,9% a/a). Tali risultati sono ancora più significativi considerando il contesto particolarmente impegnativo dell’anno, segnato prima dall’acquisizione di Intermonte e, successivamente, dall’offerta pubblica di scambio avanzata da Mediobanca tra il 28 aprile ed il 21 agosto 2025, poi decaduta.
La solidità del risultato emerge anche dalla crescita dell’utile netto ricorrente, salito a €362,5 milioni (+6,8% a/a), un nuovo massimo storico, e in aumento ad un tasso doppio rispetto all’utile complessivo. I profitti ricorrenti rappresentano l’81% dell’utile netto consolidato (79% nel 2024), confermando il continuo rafforzamento della sostenibilità finanziaria della Banca.
La componente di utile netto variabile è stata pari a €83,4 milioni (rispetto ai €92 milioni del 2024) ed ha beneficiato di un recupero di imposte pari a €39,0 milioni in applicazione della sentenza n. 599 del 1° agosto 2025 della Corte di Giustizia Europea.
Esaminando le principali voci di conto economico, si segnala quanto segue:
Il margine di intermediazione è salito a €1,03 miliardi (+2,0% a/a) trainato dall’aumento a doppia cifra delle commissioni nette ricorrenti (€530 milioni, +11,3% a/a) e dal positivo contributo del margine finanziario (€355,5 milioni, +5,0% a/a) che hanno più che compensato il calo delle commissioni variabili (€114,8 milioni contro i €166,4 milioni dello scorso anno).
Nel dettaglio, il margine d’interesse ha raggiunto i €325,0 milioni (+2,5% a/a) beneficiando della progressiva espansione dei depositi retail pur a fronte di rendimenti in discesa rispetto all’anno precedente, in linea con i tassi di mercato. A fine dicembre, gli attivi fruttiferi erano pari a €16,7 miliardi, di cui il 77% costituito da attivi finanziari con una predominante componente obbligazionaria con duration pari a 1,4 anni (da 1,3 anni di fine 2024) e maturity a 3,3 anni (da 3,6 anni di fine 2024) e per il 15% da crediti verso la clientela ampiamente collateralizzati.
Il risultato della gestione finanziaria ha messo a segno un netto balzo a €30,5 milioni (+41,8% a/a) beneficiando anche del contributo di Intermonte per €16,1 milioni legato alle attività di global markets e sales & trading.
Le commissioni lorde ricorrenti hanno registrato un incremento dell’8,6% a €1.130,9 milioni (di cui €31,2 milioni di Intermonte) evidenziando le seguenti dinamiche:
‒ le commissioni di investimento sono aumentate a €976,3 milioni (+7,2% a/a), sostenute sia dalla crescita delle commissioni di gestione (€921,5 milioni, +7,2% a/a) che delle commissioni di consulenza evoluta (€54,8 milioni, +7,5% a/a);
‒ le altre commissioni ricorrenti (bancarie, di negoziazione e d’ingresso) sono salite a €154,7 milioni (+18,6% a/a) beneficiando dei maggiori volumi di attività nella negoziazione e nei collocamenti di prodotti in amministrato, oltre che dell’apporto derivante dalle attività di corporate advisory e client-driven trading di Intermonte per €30,9 milioni.
Di contro, le commissioni variabili si sono attestate a €114,8 milioni (€166,4 milioni nel precedente esercizio), con una variazione su base annua legata al confronto sfavorevole con i livelli particolarmente elevati del 2024.
I costi operativi si sono attestati a €361,2 milioni (+22,9% a/a), includendo €38,3 milioni legati al cambio di perimetro e €13,5 milioni (€3,6 milioni nel 2024) di spese non ricorrenti principalmente legate a costi relativi all’OPS di Mediobanca, al lancio di progetti strategici e ad iniziative di efficientamento interno. La componente di costi operativi ‘core’, su basi omogenee, è stata pari a €288,6 milioni, mostrando una variazione più contenuta (+7,7% a/a) riconducibile principalmente all’accelerazione degli investimenti in ambito IT connessi all’implementazione dei progetti strategici relativi all’infrastruttura IT, alla piattaforma dati e all’intelligenza artificiale.
Gli indicatori di efficienza operativa si confermano su livelli di best-practice settoriale: l’incidenza dei costi operativi sulle masse totali si mantiene contenuta a 32 punti base (28 bps di fine 2024), mentre il Cost/Income ratio, rettificato per le componenti non ricorrenti, si è attestato al 39,0% o 36,8% escludendo l’impatto del consolidamento di Intermonte.
Nell’anno sono stati contabilizzati accantonamenti, contributi ai fondi bancari e rettifiche di valore nette per €105,3 milioni (-10,3% a/a), con una variazione che riflette principalmente l’effetto della riduzione degli stanziamenti destinati a fondi bancari e assicurativi e accantonamenti a fondi rischi in calo rispetto al valore record dello scorso anno.
realizzate da giurisdizioni estere.