Commissione Europea, investiti €2,5 miliardi in NanoIC, chip di nuova generazione; spinta sui semiconduttori
L’obiettivo di Bruxelles è accelerare lo sviluppo dei semiconduttori di prossima generazione, componenti chiave per tecnologie come l’intelligenza artificiale, i veicoli autonomi e le reti 6G
L’Unione Europea accelera sulla strategia dei semiconduttori e compie un passo decisivo verso l’autonomia tecnologica. La Commissione Europea, con un investimento complessivo di 2.5 miliardi di euro, ha lanciato la sua più grande linea pilota NanoIC, per la progettazione e produzione di chip di nuova generazione. Il progetto prende vita all’interno dell’Imec di Lovanio, in Belgio.
Di questo finanziamento, circa 700 milioni provengono direttamente dal bilancio dell’Unione Europea, altri 700 milioni saranno stanziati dai governi nazionali e dalle autorità locali, mentre la parte restante sarà investita dal colosso olandese Asml — leader mondiale nelle macchine per la litografia dei semiconduttori — insieme ad altri partner industriali.
A cosa serve NanoIC
NanoIC nasce con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo dei semiconduttori di prossima generazione, componenti chiave per tecnologie strategiche come l’intelligenza artificiale, i veicoli autonomi e le reti 6G. Si tratta della prima linea europea a integrare la più avanzata macchina per la litografia a ultravioletti estremi, concentrandosi sulla progettazione e sulla produzione di chip con tecnologia oltre i due nanometri.
Uno degli elementi distintivi del progetto è il suo modello di accesso aperto. Start-up, ricercatori, piccole e medie imprese e grandi gruppi industriali potranno utilizzare NanoIC per testare nuovi progetti di semiconduttori su scala quasi industriale, riducendo il divario tra la fase di ricerca e la produzione di massa.
Dal laboratorio alla fabbrica
La nuova linea pilota è stata concepita proprio per accompagnare le innovazioni “dal laboratorio alla fabbrica”, trasformando la ricerca avanzata in applicazioni industriali concrete. NanoIC rappresenta infatti uno dei pilastri del Chips Act, il piano con cui Bruxelles intende rafforzare il ruolo delle aziende europee all’interno della catena globale di approvvigionamento dei semiconduttori.
L’obiettivo è duplice: sostenere la base industriale dell’Europa e aumentare la competitività strategica dell’Unione in un settore cruciale.
La struttura è stata inaugurata dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, dal primo ministro belga Bart De Wever e dal ministro-presidente delle Fiandre Matthias Diependaele.