Trenitalia, la strategia di una mobilità che mette al centro persone, territori e sostenibilità

L'intervista di Task Force Italia a Mario Alovisi, CMO & Revenue Manager, Trenitalia, CEO, Italia Loyalty

La mobilità non è più solo una questione di velocità o infrastrutture. È diventata un ecosistema complesso, in cui efficienza, sostenibilità ed esperienza del cliente si intrecciano. In questa conversazione con Mario Alovisi, approfondiamo la visione e le strategie di Trenitalia, dall’intermodalità alla sostenibilità, fino alla centralità del cliente, per capire come il treno stia diventando il cuore di un ecosistema di mobilità sempre più integrato e consapevole.

Il concetto di mobilità sta vivendo una trasformazione profonda: i viaggiatori cercano un’esperienza fluida, continua e integrata. In questo scenario, quale visione guida oggi Trenitalia e quali sono le direttrici strategiche su cui state costruendo il futuro del trasporto ferroviario?

Oggi non è più sufficiente offrire un singolo mezzo di trasporto. Con un solo mezzo non si può arrivare ovunque, ed è proprio da questa consapevolezza che nasce la nostra visione. Il door to door è diventato parte integrante dell’esperienza che i clienti ci chiedono e per questo negli ultimi anni stiamo investendo con forza sull’intermodalità. Per Trenitalia significa connettere persone e territori, ridurre il traffico urbano e l’inquinamento e scoraggiare l’utilizzo del mezzo privato. Crediamo che il treno debba essere il nodo centrale di una rete di mobilità efficiente, accessibile e sostenibile.

L’intermodalità, da concetto teorico, è ormai una leva operativa concreta. In che modo questa strategia si traduce nell’offerta quotidiana di Trenitalia e quali benefici genera sia per i clienti sia per i territori serviti?

La collaborazione tra treno e bus oggi è una realtà consolidata. Offriamo circa 180 soluzioni giornaliere che consentono di collegare le stazioni ferroviarie con 26 aeroporti, 20 porti, borghi storici, aree turistiche e altre destinazioni strategiche per il Paese. L’offerta commerciale è arricchita sia dai collegamenti su gomma di Busitalia, entrata recentemente nella nostra business unit, sia dalle partnership che stiamo costruendo nel trasporto pubblico locale. Questo approccio consente di migliorare l’accessibilità dei territori e rendere il viaggio più semplice e sostenibile.

Parlare di Trenitalia significa inevitabilmente parlare di sostenibilità. Nel vostro caso, però, non sembra essere un tema accessorio, ma una componente strutturale della strategia. Qual è il ruolo della sostenibilità nel vostro modello industriale?

Per Trenitalia la sostenibilità non è un capitolo a parte, ma una componente integrante del modello operativo e della strategia complessiva. È un fattore che genera benefici ambientali, stimola l’innovazione e rafforza la competitività dell’azienda. Ogni scelta, dalla progettazione dei treni ai servizi offerti, tiene conto di questi obiettivi, con un approccio concreto e misurabile. Tra le principali innovazioni introdotte negli ultimi anni, tese a migliorare le prestazioni ambientali dei nostri treni, c’è il Frecciarossa 1000, il primo treno Alta Velocità al mondo dotato di Dichiarazione Ambientale di Prodotto, costruito con materiali riciclabili al 94%. Nel servizio regionale, i treni elettrici a due piani sono riciclabili al 97% e quelli a piano singolo al 95%, con una riduzione dei consumi energetici di circa il 30% rispetto alla generazione precedente. Anche i treni ibridi, utilizzabili su linee elettrificate e non elettrificate, superano il 95% di riciclabilità e rappresentano un passo importante verso una mobilità sempre più efficiente

Una parte significativa della rete italiana è ancora non elettrificata. Quali soluzioni state adottando per ridurre l’impatto ambientale anche su queste tratte?

Abbiamo introdotto i nuovi Intercity ibridi, che utilizzano tre modalità di alimentazione – elettrica, diesel e batterie – riducendo in modo significativo le emissioni. Inoltre stiamo sperimentando l’impiego dell’HVO, un biocarburante prodotto da materie prime rinnovabili come scarti e residui, su alcune linee in Calabria, Toscana e Veneto, con l’obiettivo di diminuire ulteriormente l’impatto ambientale del servizio

Anche il passeggero e le persone che lavorano in azienda sono coinvolte in questo percorso di consapevolezza ambientale. In che modo Trenitalia rende i collaboratori e i cliente parte attiva delle proprie scelte sostenibili?

Dal punto di vista del passeggero, Trenitalia è la prima impresa ferroviaria europea ad aver integrato nel processo di acquisto il calcolatore ufficiale “Ecopassenger” dell’UIC. In questo modo il passeggero può conoscere in tempo reale le emissioni di CO₂ del proprio viaggio e confrontarle con quelle di altri mezzi di trasporto. È uno strumento che rende tangibile il valore della scelta ferroviaria. Dal lato aziendale, il 5 giugno 2024, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, abbiamo lanciato il Manifesto della Sostenibilità coinvolgendo 120 dirigenti. A questo si è aggiunto il progetto “Sustainability Grand Tour”, con tappe a Bologna, Napoli e Roma, per rendere la sostenibilità un impegno concreto e diffuso in tutta l’organizzazione

 

I risultati di questo percorso sono stati riconosciuti anche a livello internazionale. Che valore assume per voi la Medaglia d’Oro EcoVadis?

Nel 2024 abbiamo ottenuto la Medaglia d’Oro EcoVadis con un punteggio di 72 su 100, posizionandosi nel top 5% delle aziende valutate a livello globale e nel top 1% del settore ferroviario. È un riconoscimento che certifica l’efficacia delle nostre politiche ambientali, sociali e di governance e conferma la solidità del nostro approccio