AcomeA PMI Tracker, sentiment delle PMI italiane migliora a dicembre 2025, nonostante contrazione sotto soglia 50 e €153,2 mld PNRR

A dicembre 2025 l’indicatore proprietario AcomeA evidenzia un recupero del sentiment sotto soglia 50, con aspettative sui prezzi in crescita e 66% fondi PNRR spesi su €153,2 miliardi disponibili

A dicembre 2025 il sentiment delle PMI italiane migliora, secondo l’AcomeA PMI Tracker, che evidenzia un recupero delle aspettative sui prezzi e la spesa al 66% dei 153,2 miliardi di euro del PNRR, pur restando sotto la soglia di 50.

Lo studio è stato realizzato da AcomeA SGR, con contributi dell’economista Martina Daga e del Portfolio Manager Simone Benini.

Il quadro di fiducia delle PMI italiane mostra segnali di graduale miglioramento, pur restando in area di contrazione, con un recupero guidato dalle aspettative sui prezzi e dai nuovi ordinativi. In questo contesto, il 2026 rappresenta una fase cruciale: l’accelerazione della spesa del PNRR – finora inferiore al potenziale nonostante l’elevato volume di risorse ricevute – può costituire un importante stimolo ciclico alla crescita. Sul fronte dei mercati finanziari, il recupero delle small cap italiane nella seconda parte del 2025 segnala un rinnovato interesse per l’asset class, che continua a trattare a valutazioni contenute e beneficia di prospettive di crescita degli utili e di supporti istituzionali attesi nel 2026.

AcomeA PMI Tracker: segnali di recupero per le PMI a dicembre 2025

AcomeA PMI Tracker è un indicatore prospettico volto a tracciare il ciclo economico delle PMI italiane quotate e non – basandosi su aspettative di ordinativi, produzione, dimensioni dell’organico, prezzi e ordini dall’estero. La soglia del 50 separa l’area espansiva (>50) dall’area recessiva (<50). AcomeA PMI Tracker è un indicatore sintetico proprietario, basato su sondaggi condotti da ISTAT mensilmente tra le PMI italiane.

L’AcomeA PMI Tracker, aggiornato a dicembre 2025, evidenzia un miglioramento del sentiment delle piccole e medie imprese italiane rispetto ai due mesi precedenti. Pur rimanendo al di sotto della soglia di 50, e quindi ancora in area di contrazione, l’indicatore segnala un recupero nella parte finale dell’anno. Il principale driver positivo è rappresentato dalle aspettative sui prezzi di vendita; le PMI mostrano una maggiore capacità di adeguare i listini, con implicazioni favorevoli per la profittabilità del comparto. Migliorano anche le aspettative sui nuovi ordinativi che, pur restando sotto la soglia di neutralità, rappresentano un segnale particolarmente rilevante in quanto indicatore anticipatore del ciclo economico. Faticano invece a recuperare le componenti legate agli ordini dall’estero, alla produzione e all’occupazione, che continuano a riflettere un contesto ciclico ancora complesso, soprattutto sul fronte della domanda internazionale.

Effetto PNRR

Il 2026 rappresenta l’ultimo anno operativo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ad oggi l’Italia ha ottenuto complessivamente 153,2 miliardi di euro, di cui 54,2 miliardi a fondo perduto e 99 miliardi sotto forma di prestiti, pari a circa il 79% delle risorse complessive disponibili. A dicembre è stata ricevuta l’ottava rata e richiesta la nona. Nonostante l’elevato ammontare di risorse ricevute, la spesa effettiva finora si attesta a circa il 66% dei fondi ricevuti. Nel 2026 la spesa delle risorse ricevute dovrebbe ulteriormente accelerare, portando un effettivo stimolo alla crescita economica. Pertanto, quest’ultima fase pone le basi per benefici strutturali nel medio-lungo periodo.

Le PMI in Borsa

Il 2025 si conclude con una performance positiva per tutti gli indici del mercato italiano. A partire dall’estate abbiamo assistito a un marcato recupero delle quotazioni delle società a piccola capitalizzazione. Infatti, per la prima volta dal 2022 l’indice FTSE Italia Small Cap ha superato, in alcune fasi di mercato, la performance del FTSEMIB. Inoltre, anche negli ultimi due mesi dell’anno, il gap tra le società esportatrici verso gli US e le società più domestiche si è allargato, a favore delle seconde.

Il movimento dell’indice ha certamente influito sulle valutazioni, ma nel complesso l’asset class tratta ancora a valutazioni a sconto rispetto ai listini globali e mostra prospettive di crescita degli utili superiori, secondo i dati di consensus di mercato. Le prospettive per il 2026 sono sostenute anche dai flussi in arrivo dal Fondo nazionale strategico indiretto (Fnsi) che è atteso supportare l’asset class.