All’Antico Vinaio, fatturato 2025 a €80 mln, 51 negozi, 800 dipendenti; 20 aperture previste nel 2026, target €100 mln

Crescita internazionale tra Europa e Usa, margine EBITDA stimato 25%; espansione con controllo centrale e possibili acquisizioni verticali di fornitori

All’Antico Vinaio, il celebre brand di schiacciate fiorentino guidato da Tommaso Mazzanti, prosegue la sua espansione internazionale con risultati finanziari in forte crescita. Il fatturato è passato dai 26 milioni di euro del 2022 ai 62 milioni del 2024, fino agli 80 milioni stimati per il 2025. Il gruppo conta oggi 51 negozi in tutto il mondo e circa 800 dipendenti. Solo nel 2025 sono stati inaugurati 14 nuovi punti vendita: sei in Italia ed Europa (Bari, Palermo, Milano, Pisa, Londra e Parigi) e otto negli Stati Uniti, in collaborazione con la famiglia Bastianich come socio di minoranza per USA e UK.

Piano di aperture e obiettivi 2026

Per il 2026, Mazzanti prevede almeno venti nuove aperture, con l’obiettivo di raggiungere il traguardo simbolico dei 100 milioni di fatturato, mantenendo una marginalità EBITDA intorno al 25%. L’espansione punta anche al consolidamento della presenza internazionale, con l’orizzonte di arrivare a quasi 100 negozi entro il 2027.

Strategia di gestione 

Nonostante la crescita rapida, il gruppo mantiene una gestione centralizzata con circa quaranta persone (escluse le operazioni USA). Il controllo della filiera, dalle materie prime ai fornitori, resta un elemento chiave. Mazzanti valuta anche la possibilità di espansione verticale per acquisire direttamente chi produce gli ingredienti e valuta il franchising solo se garantirà standard di controllo elevati.

Mazzanti sottolinea come la strategia dell’azienda non sia guidata solo da logiche finanziarie:
“Il rischio è elevato ogni mattina, io sono tranquillo di fare il bene dell’azienda. E se tutto dipendesse dalle logiche finanziarie o dal solo guadagno allora avrei già venduto tutto ricavandone molti milioni. Ma io voglio continuare a costruire e a raccontare una bella storia, che ha qualcosa di magico, a lasciare anche un esempio alle nuove generazioni.”

Il CEO ricorda inoltre la resilienza del gruppo durante momenti difficili come il Covid, quando il primo negozio a Milano fu chiuso dopo meno di quattro mesi dall’apertura. Alla riapertura, però, 400 persone erano in fila, confermando l’appeal del prodotto e la forza del brand.

Nonostante la crescita e le aperture, la “ricetta” del brand rimane sostanzialmente invariata, con alcune modifiche solo per esigenze specifiche di spazio o intolleranze alimentari. L’azienda ha scelto di consolidare la qualità prima di accelerare ulteriormente, puntando a bilanciare espansione e controllo operativo.