CRIBIS, nel Q4 2025 pagamenti delle imprese italiane stabili, 43,4% puntuali e ritardi gravi al 4,1%, Nord Est più virtuoso, Sud in difficoltà

Lo studio CRIBIS evidenzia le micro imprese più esposte ai ritardi gravi (4,8%) e segnala settori più virtuosi come l’industria siderurgica e criticità nei servizi alle persone

Nel quarto trimestre del 2025, con il 43,4% delle imprese italiane che paga puntualmente, il quadro resta sostanzialmente stabile rispetto ai mesi precedenti, segnalando una diffusa attenzione alla gestione della liquidità. È quanto emerge dalla nuova edizione dello Studio Pagamenti CRIBIS, aggiornato a dicembre 2025, realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata in business information, soluzioni e consulenza per le imprese.

Il dato più incoraggiante riguarda i ritardi gravi oltre i 90 giorni, che si attestano al 4,1%, in lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente e allo stesso periodo dell’anno precedente (4,4%), segnalando una maggiore attenzione alla gestione della liquidità da parte delle aziende.

Lo Studio conferma un sistema imprenditoriale che, pur in un contesto macroeconomico ancora complesso, mantiene un equilibrio complessivamente stabile nei comportamenti di pagamento.

Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS: “Il quarto trimestre 2025 conferma una sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale italiano, nonostante un contesto economico che resta complesso e incerto. Accanto a tassi ancora elevati, uno scenario geopolitico instabile e la minaccia dei dazi sul commercio internazionale rappresentano fattori di rischio da monitorare con attenzione. La stabilità dei pagamenti puntuali e la lieve riduzione dei ritardi gravi indicano una crescente attenzione delle imprese alla gestione della liquidità. In vista del 2026, il monitoraggio costante delle filiere e l’utilizzo di strumenti avanzati di valutazione del rischio saranno determinanti per preservare la solidità delle relazioni commerciali.”

Il Nord Est si conferma l’area più virtuosa con il 51,2% di pagamenti puntuali e solo il 2,3% di ritardi gravi. Seguono Nord Ovest (48,9%) e Centro (39,2%). Le maggiori criticità si registrano ancora nel Sud e Isole, dove i pagamenti alla scadenza si fermano al 32,6% e i ritardi oltre i 90 giorni risultano sensibilmente più elevati (6,8%) rispetto alla media nazionale (4,1%).

A livello regionale, Lombardia (53,1%)Emilia-Romagna (52,6%) e Veneto (52,6%) guidano la classifica dei pagamenti regolari. In coda Sicilia (27,9%) e Calabria (27,7%).

Anche l’analisi provinciale conferma il gap territoriale: le province più virtuose sono Sondrio, Bergamo e Belluno, mentre le meno affidabili si concentrano prevalentemente tra Sicilia e Calabria, con Caltanissetta e Catanzaro agli ultimi posti.

Le micro imprese mostrano una buona capacità di pagamento alla scadenza (44,3%), ma registrano anche la quota più elevata di ritardi gravi (4,8%), evidenziando una maggiore esposizione alle tensioni di liquidità.

A livello settoriale, si osserva un miglioramento nell’industria siderurgica, che riduce i ritardi gravi del 3,3% rispetto al Q4 2023, mentre i servizi alle persone rimano uno dei settori meno puntuale, mostrando un peggioramento con un incremento dello 0,6%.