Banca Generali in collaborazione con LIUC BS, presentato decimo Rapporto annuale dell’Osservatorio Private Banking, tema centrale la Next Generation
La Next Generation è la clientela futura, oggi in Italia incide per circa il 21% nel private banking; parole chiave: integrazione, relazione umana e tecnologia
È stato presentato mercoledì 21 gennaio, nell’ambito di un evento presso il Training&Innovation Hub di Banca Generali, il decimo Rapporto annuale dell’Osservatorio Private Banking promosso da LIUC Business School e da Banca Generali, con il supporto quest’anno di AllianceBernstein, Goldman Sachs e Invesco.
Il nuovo Rapporto annuale dell’Osservatorio Private Banking, redatto dal team di ricerca dedicato della LIUC Business School, con il coordinamento del Professor Francesco Bollazzi, Responsabile dell’Osservatorio, è stato sviluppato nel corso dell’anno al fine di approfondire la tematica relativa delle nuove generazioni come driver di trasformazione del private banking.
Oggi la Next Generation rappresenta ancora una parte limitata della clientela del private banking: in Italia incide per circa il 21% sul totale. Tuttavia, le nuove generazioni si imporranno come i protagonisti della creazione e gestione della ricchezza. I Private Bankers, infatti, percepiscono livelli di interesse da parte dei clienti Next Gen verso il sistema bancario medio-alti, suggerendo un potenziale di ingaggio ancora inespresso.
Permangono però anche alcune ombre, come la difficoltà di accesso al private banking. Tra le barriere principali emergono la mancanza di patrimonio iniziale, costi percepiti elevati, bassa conoscenza del servizio, distanza comunicativa e generazionale. Si riscontra inoltre una richiesta chiara di un servizio di private banking più accessibile, flessibile e orientato alla relazione continuativa. Il servizio ideale viene descritto come personalizzato e adattabile, in grado di tener conto degli obiettivi individuali e dello stile di vita, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali semplici e intuitivi, che facilitino l’interazione e il monitoraggio delle scelte finanziarie.
La Next Generation mostra una chiara preferenza per un modello di consulenza ibrido, che integri canali digitali e relazione umana. I giovani segnalano la necessità di ridurre la complessità informativa, privilegiando pochi contenuti essenziali ma comprensibili. Viene inoltre sottolineata l’importanza di adottare un linguaggio diretto e chiaro.
Nel loro insieme, le evidenze raccolte dallo studio delineano uno scenario di transizione profonda, in cui il private banking è chiamato a ripensare il proprio ruolo in funzione di un cambiamento strutturale nei valori, nei comportamenti e nelle aspettative dei nuovi clienti.
Questo sarà possibile unicamente allineando la visione dei Private Bankers e quella della Next Generation sull’evoluzione del settore. È necessario quindi un ripensamento del modello di servizio, che si sviluppi lungo tre direttrici principali: integrazione tra relazione umana e tecnologia; ruolo più attivo nell’educazione finanziaria e ruolo sociale della banca.
Alla presentazione sono intervenuti Anna Gervasoni, Rettore di LIUC - Università Cattaneo e Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Private Banking e Andrea Enrico Ragaini, Vicedirettore generale di Banca Generali.
“La Next Generation non rappresenta soltanto una futura base di clientela, ma un fattore di trasformazione del private banking stesso. Intercettarne le aspettative significa ripensare linguaggi, competenze e modelli organizzativi, superando una logica di esclusività patrimoniale a favore di una logica di relazione di lungo periodo, capace di accompagnare i patrimoni fin dalla loro fase di costruzione. Il private banking in grado di evolvere in questa direzione potrà trasformare la sfida generazionale in un’opportunità di sostenibilità e crescita per il settore nel suo complesso”, afferma Anna Gervasoni, Rettore di LIUC - Università Cattaneo e Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Private Banking.
“Il private banking, uno dei comparti del mercato finanziario con tassi di crescita tra i più elevati, presenta storicamente alcune dei tratti che renderanno vincente la relazione con la Next Generation: la centralità della relazione, il focus sulla tecnologia, la competenza nella gestione dei dati. Si tratterà solo, dunque, di adattare un modello già di per sé attuale ad alcune specifiche esigenze espresse dalla clientela più giovane”, afferma Francesco Bollazzi.
Dichiara Andrea Ragaini, Vicedirettore generale di Banca Generali: “La ricerca segnala le grandi potenzialità per il private banking nell’accompagnare la Next Generation nelle sfide di pianificazione e di gestione del patrimonio futuro delle famiglie. La preferenza, di queste nuove generazioni, per un percorso in grado di unire le opportunità offerte dalla tecnologia con le competenze e l’esperienza di un professionista al proprio fianco, rispecchia le migliori best-practice del private banking nel nostro Paese. Sicurezza e semplicità operativa, ma anche profondità di servizi e soluzioni nella complessità sono gli ingredienti distintivi che stanno guidando l’evoluzione del settore. Nel nostro caso, come Banca Generali, stiamo investendo da tempo sull’integrazione dell’AI con le progettualità digitali, per avvicinare sempre più questo paradigma di efficienza con le dinamiche uniche della consulenza patrimoniale. La capacità di favorire il dialogo inter-generazionale e cogliere in prospettiva i rinnovati bisogni delle famiglie rappresenta l’impegno più rilevante per il futuro della professione. Una lettura oggettiva di queste necessità, come quella fornita dall’Osservatorio con la Liuc, rappresenta un passo avanti importante per creare le migliori condizioni nel futuro del nostro lavoro”.