Nei giorni scorsi Kraft Heinz ha depositato presso la Securities and Exchange Commission un supplemento al prospetto informativo che apre alla possibilità di una cessione sul mercato delle azioni detenute da Berkshire Hathaway. La partecipazione oggetto della potenziale vendita ammonta a 325,4 milioni di titoli ordinari, pari al 27,5% del capitale sociale, per un valore stimato di circa 7,7 miliardi di dollari. La notizia ha avuto un impatto immediato sulle quotazioni: a Wall Street il titolo Kraft Heinz ha chiuso in calo del 6,88%, scendendo a 22,13 dollari.
Il progressivo disimpegno di Berkshire Hathaway
Il raffreddamento dei rapporti tra Buffett e Kraft Heinz non è un fatto improvviso. Già lo scorso anno l’investitore aveva manifestato apertamente la propria insoddisfazione rispetto al progetto di separazione del gruppo. Nei mesi successivi Berkshire Hathaway ha avviato un percorso di riduzione del proprio coinvolgimento, culminato a maggio con la rinuncia ai seggi nel consiglio di amministrazione.
Ad agosto è arrivato un ulteriore segnale: una svalutazione contabile di 3,76 miliardi di dollari sulla partecipazione, necessaria per riflettere il forte ridimensionamento del valore del titolo. Dalla fusione del 2015, infatti, le azioni Kraft Heinz hanno perso circa il 70%, con un calo del 21% solo nel 2025, a fronte di una crescita del 16% registrata nello stesso periodo dall’indice S&P 500.
Alla base di questa performance negativa vi sono diversi fattori strutturali: l’evoluzione dei gusti dei consumatori, l’aumento dei costi di produzione, la crescita modesta dei marchi storici, una struttura organizzativa complessa e una gestione del capitale ritenuta poco focalizzata sulle opportunità più redditizie.
Un passo falso nella carriera del “saggio di Omaha”
Per Buffett si tratta di uno dei rari investimenti rivelatisi deludenti in una carriera costellata di successi. Va tuttavia ricordato che una parte delle perdite subite è stata compensata nel tempo dai dividendi incassati, che hanno garantito flussi di cassa consistenti alla holding.
Nel frattempo, anche sul fronte manageriale Kraft Heinz ha avviato un cambio di passo: all’inizio di gennaio il gruppo ha nominato Steve Cahillane come nuovo amministratore delegato, segnando una discontinuità nella governance.
La nuova struttura dopo la scissione
Il piano di separazione prevede la nascita di due entità distinte. La prima comprenderà i marchi globali a più elevata crescita, tra cui il ketchup Heinz, altri condimenti e diversi prodotti confezionati, con ricavi annui complessivi pari a 15,4 miliardi di dollari.
La seconda società raccoglierà invece i brand caratterizzati da dinamiche più mature, come Oscar Mayer e Lunchables, che oggi generano vendite per circa 10,4 miliardi di dollari. Il completamento dell’operazione è atteso nella seconda metà dell’anno.
Prospettive di valore dopo la scissione
Nonostante le difficoltà incontrate da Berkshire Hathaway, l’uscita di Buffett non rappresenta necessariamente un segnale negativo per tutti gli investitori. Secondo gli analisti di Motley Fool, la scissione potrebbe infatti far emergere valore finora inespresso. Attualmente le azioni della divisione alimentare confezionata sono scambiate a un multiplo prezzo/utili di circa 9,5 volte, nettamente inferiore rispetto ai livelli medi del settore, che oscillano tra 14 e 17 volte.
Una valutazione che rende Kraft Heinz un’opzione potenzialmente interessante per chi è disposto ad assumersi il rischio tipico delle fasi di transizione aziendale, puntando su un possibile rilancio dopo la riorganizzazione. In altre parole, un investimento da maneggiare con cautela, ma che potrebbe riservare sorprese a chi accetta di intervenire mentre il mercato è ancora in caduta.