Capital Group Outlook 2026, mercati resilienti ma più complessi tra IA, valutazioni elevate e ritorno delle obbligazioni
Crescita globale disomogenea, leadership azionaria più diffusa oltre le “Magnifiche 7” e nuove opportunità nel reddito fisso in un contesto di divergenza tra Fed e BCE
Capital Group presenta l'outlook 2026, presentando un inizio anno con mercati più resilienti ma anche più complessi: opportunità legate all’intelligenza artificiale, valutazioni elevate, crescita globale disomogenea e un ruolo rinnovato delle obbligazioni nei portafogli.
la resilienza economica sarà il tema dominante del 2026. Dopo una fase di rallentamento, la crescita globale dovrebbe stabilizzarsi e potenzialmente riaccelerare nella seconda metà dell’anno, man mano che si chiariranno le dinamiche del commercio internazionale.
Stati Uniti: crescita solida ma in rallentamento, con inflazione ancora vischiosa e debito pubblico in aumento (potenzialmente oltre il 140% del PIL entro il 2030).
Europa: segnali di rafforzamento grazie alla spesa fiscale, in particolare in Germania, che ha avviato un piano infrastrutturale da 500 miliardi di euro. Possibile eccezione nel 2026 con una BCE orientata ad alzare i tassi.
Asia: Cina in fase di stabilizzazione, Giappone avviato verso una reflazione più sostenuta nella seconda metà dell’anno.
Le valutazioni azionarie restano elevate: storicamente, correzioni superiori al 10% si verificano circa ogni 16 mesi, rendendo plausibili fasi di volatilità nel 2026.
Azionario: mercati più ampi e fine della concentrazione
La leadership delle “Magnifiche 7” mostra segnali di attenuazione. I mercati azionari si stanno ampliando, con una partecipazione più diffusa al rialzo:
I mercati non statunitensi hanno sovraperformato i titoli tecnologici USA dopo l’introduzione dei nuovi dazi nel 2025.
All’interno dell’S&P 500, circa il 60% delle società tratta sopra la media mobile a 200 giorni.
Intelligenza artificiale: opportunità diffuse
L’IA resta un megatrend, ma le opportunità si estendono lungo tutta la catena del valore:
infrastrutture tecnologiche e semiconduttori;
energia e fonti alternative (il mercato dei piccoli reattori nucleari modulari potrebbe raggiungere 13,8 miliardi di dollari entro il 2032);
applicazioni per la produttività nei settori finanziario, sanitario e media.
Europa e mercati emergenti: nuovi motori di crescita
L’Europa beneficia di investimenti in infrastrutture, clima e difesa (obiettivo NATO al 5% del PIL entro il 2035), con opportunità per industriali e software.
I mercati emergenti sono destinati a contribuire a circa il 65% della crescita globale entro il 2035, grazie a veicoli elettrici, semiconduttori e robotica, ma il vero salto competitivo dipenderà dalla capacità di sviluppare software e IA.
Obbligazionario: ritorno del reddito e della stabilità
Il reddito fisso torna centrale nei portafogli:
L’indice Bloomberg US Aggregate rende circa 4,4% (dato al 16 gennaio 2026).
Le obbligazioni di alta qualità offrono reddito e protezione in caso di rallentamento.
Attese divergenze di politica monetaria tra Fed e BCE creano opportunità nella gestione attiva della curva dei rendimenti.
Nel credito, gli spread restano compressi ma i fondamentali sono solidi. L’high yield USA mostra una qualità strutturalmente migliorata, mentre nel debito emergente in valuta locale persistono opportunità di carry e diversificazione.