RESTART, in Europa il comparto delle telecomunicazioni vale €1.142 mld, con crescita stimata dell'8%; AI, cloud e dati raggiungono i €329 mld
Il valore delle infrastrutture fisse è pari a € 84 mld, le mobili valgono € 56 mld, mentre l’IT raggiunge i € 105 mld; le attività di management e provisioning ammontano a € 139 mld, quelle di integrazione a € 20 mld
L’ecosistema europeo delle telecomunicazioni vale complessivamente 1.142 miliardi di euro, con una crescita stimata dell’8%. Il dato, rilevato per la prima volta, emerge dal white paper di RESTART “A Techno-Economic View of the Future Telecommunications”, realizzato in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, e presentato in anteprima all’evento “Shaping Horizons in Future Telecommunications”, in corso a Roma da oggi 19 gennaio fino al 21 gennaio 2026 ed è organizzato dal programma RESTART, il Partenariato esteso sulle telecomunicazioni del futuro finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR con 116 milioni di euro e che ha coinvolto 135 partner.
Lo studio di RESTART
Il white paper “A Techno-Economic View of the Future Telecommunications” introduce un nuovo modello a livelli dell’ecosistema europeo delle telecomunicazioni che include:
i) il backbone internazionale; ii) le infrastrutture fisse, mobili e IT; iii) il network management, il provisioning e l’integrazione dei componenti; iv) i servizi di connettività e le tecnologie abilitanti (incluse cloud, AI, dati e tecnologie IoT); v) i servizi digitali collegati alla connettività.
Accanto al modello, lo studio presenta per la prima volta una stima del valore del mercato europeo e dei tassi di crescita (CAGR) fino al 2030, articolati per livelli e per singole attività.
I dati indicano che l’ecosistema europeo delle telecomunicazioni vale complessivamente 1.142 miliardi di euro, con una crescita stimata dell’8%. Questo dato, apparentemente positivo, nasconde tuttavia forti differenze tra i diversi livelli dell’ecosistema. In particolare, le attività storicamente dominate dagli attori tradizionali del settore telco sono in media quelle che crescono meno, o che in alcuni casi registrano una riduzione di valore, mentre i segmenti presidiati da altri attori mostrano dinamiche di crescita decisamente più sostenute.
Il livello infrastrutturale risulta complessivamente in crescita di quasi il 7%. Le infrastrutture fisse valgono 84 miliardi di euro e cresceranno del 6,7%, le infrastrutture mobili valgono 56 miliardi di euro con una crescita del 6,9%, mentre l’infrastruttura IT raggiunge un valore di 105 miliardi di euro e crescerà del 6,8%.
Al contrario, il livello di management, provisioning e integrazione evidenzia una leggera decrescita complessiva. In particolare, le attività di management e provisioning valgono 139 miliardi di euro e registrano una variazione nulla, mentre le attività di integrazione valgono 20 miliardi di euro e mostrano una contrazione stimata del -0,6%.
I servizi di connettività
Il livello dei servizi di connettività e delle tecnologie abilitanti cresceranno invece in modo più marcato. I servizi di connettività raggiungono un valore di 306 miliardi di euro, con una crescita del 6,8%, mentre le tecnologie abilitanti, che includono cloud, intelligenza artificiale e dati, valgono 329 miliardi di euro e cresceranno del 14,2%.
Anche all’interno dei servizi di connettività emergono però dinamiche differenziate: la connettività fissa e mobile risulta sostanzialmente stabile, mentre i servizi specializzati, i servizi IoT e il mercato dei terminali mostrano una crescita stimata significativa.
Il valore di applicazioni e servizi
Infine, i servizi e le applicazioni digitali legate alla connettività valgono 103 miliardi di euro, ma cresceranno solo dell’1,4%, un dato che indica come la crescita più rilevante del digitale si collochi prevalentemente in altri segmenti, oggi dominati dalle big tech.
Lo studio identifica infine quattro possibili scenari futuri: due in continuità con le tendenze attuali (commoditizzazione della connettività e consolidamento del mercato) e due di discontinuità, basati su una maggiore autonomia tecnologica europea e su una scomposizione e ricomposizione dell’ecosistema tra infrastrutture e servizi.
Gli esiti della ricerca
I risultati della ricerca sviluppata all’interno di RESTART coprono un ampio spettro di temi e affrontano le principali frontiere dell’innovazione nelle telecomunicazioni e nelle tecnologie digitali correlate. Accanto a una produzione scientifica di alto livello, il programma ha generato innovazioni con potenziale industriale, nuove idee imprenditoriali, prototipi, dimostratori e proof-of-concept che mostrano in modo concreto come la ricerca possa tradursi in applicazioni reali e in nuove opportunità per il sistema Paese.
Per valorizzare in modo organico i contributi più significativi, i risultati sono stati organizzati in quattro grandi aree, che delineano l’evoluzione futura delle telecomunicazioni dal punto di vista della comunità di ricerca RESTART.
Le aree
L’area “New Ecosystem” raccoglie le attività di analisi e modellazione degli scenari futuri dell’ecosistema europeo delle telecomunicazioni, considerando in modo integrato aspetti tecnologici, economici e regolatori. Questa area ha l’obiettivo di fornire strumenti di lettura e supporto alle decisioni per affrontare le trasformazioni strutturali del settore, dal ruolo delle infrastrutture strategiche all’evoluzione dei modelli industriali e di mercato.
L’area “New Network” è dedicata all’evoluzione delle architetture di rete e alla gestione di infrastrutture sempre più complesse, eterogenee e distribuite. I risultati riguardano, in particolare, reti programmabili e software-defined, automazione e intelligenza artificiale per il network management, integrazione tra reti terrestri e non terrestri, resilienza, sicurezza ed efficienza energetica, elementi chiave per sostenere i servizi digitali del futuro.
L’area “New Technologies” comprende i risultati sulle tecnologie di base delle comunicazioni, includendo nuovi materiali, componenti elettronici e fotonici, soluzioni radio e antenne avanzate. Queste attività rappresentano il fondamento tecnologico su cui si costruiscono le reti di nuova generazione e contribuiscono a rafforzare la capacità di innovazione lungo l’intera filiera delle telecomunicazioni.
Infine, l’area “New Applications” mette in evidenza lo sviluppo di nuove applicazioni e casi d’uso in contesti emergenti e ad alto impatto, come le reti per scenari di emergenza e di crisi, le comunicazioni non terrestri, le reti satellitari e le comunicazioni subacquee. Queste applicazioni mostrano come le tecnologie sviluppate possano rispondere a esigenze concrete della società, dell’industria e delle istituzioni, ampliando il perimetro e il valore delle telecomunicazioni.
Nel loro insieme, queste quattro aree restituiscono una visione coerente di come la ricerca possa accompagnare la trasformazione del settore, contribuendo non solo al progresso scientifico, ma anche alla sostenibilità economica, all’innovazione industriale e al ruolo strategico delle telecomunicazioni come infrastruttura critica per lo sviluppo digitale.
Le dichiarazioni di Nicola Blefari Melazzi
Nicola Blefari Melazzi, Presidente di RESTART, ha dichiarato: “RESTART ha dimostrato che un grande programma di ricerca coordinato può avere un impatto reale e duraturo sull’ecosistema delle telecomunicazioni, andando oltre la sola produzione scientifica. Integrando eccellenza accademica, innovazione tecnologica, formazione di capitale umano e dialogo con la società, il programma ha contribuito a ripensare il modo stesso in cui ricerca e innovazione vengono concepite e messe a sistema nel nostro Paese. Il settore non sta attraversando una crisi ciclica, ma una trasformazione strutturale profonda, che impone anche un cambiamento nel modo di fare ricerca.Gli operatori europei delle telecomunicazioni affrontano infatti una crisi strutturale, caratterizzata sinora da una crescita del traffico a fronte di ricavi stagnanti, che ha indebolito la capacità di investimento e la sostenibilità di lungo periodo. Vincoli regolatori, legislativi e politici, alti costi dello spettro e la frammentazione dei mercati hanno contribuito a questa pressione, ma non ne spiegano da soli la profondità. Il problema centrale è la mancanza di innovazione di cui è responsabile l’intero settore della R&D. La connettività è diventata una commodity e gli operatori non hanno fatto evolvere i modelli di business network-centrici per catturare valore da servizi digitali, piattaforme ed ecosistemi.
Sebbene esistano opportunità in ambiti come reti energeticamente efficienti, automazione basata sull’AI ed edge intelligence, coglierle richiede un deciso cambio di passo verso strategie guidate dall’innovazione. A esempio, Integrando le capacità di edge AI con l’intelligenza di rete, gli operatori possono andare oltre la semplice fornitura di connettività e assumere un ruolo centrale nell’abilitare esperienze basate sull’IA, rafforzando al contempo la propria rilevanza in un futuro in cui l’intelligenza artificiale è pervasiva, distribuita e profondamente integrata nei dispositivi di uso quotidiano. Le applicazioni possono evolvere verso una maggiore integrazione con le reti, abilitando sinergie quali: scambio di informazioni machine-to-machine; apprendimento e inferenza distribuiti; soluzioni e paradigmi radicalmente nuovi. In definitiva, la sostenibilità del settore dipende non solo da riforme legislative e regolatorie ma anche dalla capacità di innovare e riposizionarsi oltre la fornitura di connettività”.
Le parole di Antonio Capone
Antonio Capone, Vice Presidente e Responsabile Scientifico di RESTART, ha aggiunto: “Come programma RESTART abbiamo sentito la responsabilità di non occuparci esclusivamente di ricerca scientifica, ma di allargare l’analisi al contesto tecno-economico europeo in cui questa ricerca deve tradursi in valore. Le telecomunicazioni sono un’infrastruttura strategica per la competitività, la sicurezza e l’autonomia tecnologica dell’Europa. Servono scelte consapevoli su investimenti, modelli industriali e governance per costruire reti affidabili e resilienti, prerequisito essenziale per l’innovazione digitale e i servizi del futuro”.