Antonio Cavarero commenta i mercati 2025, S&P 500 a 22 volte gli utili e 400 mld$ investiti in tech USA, semiconduttori e AI

L'Head of Investments di Generali Asset Management sottolinea opportunità in Europa tra finanziario e farmaceutico, BTP italiani come asset sicuro, e prospettive per oro, Bitcoin e quantum computing

Head of Investments di Generali Asset Management, Antonio Cavarero, ha commentato l'andamento dei mercati azionari di quest'anno:

"Nel 2025, i mercati azionari hanno continuato a offrire performance di rilievo, sollevando interrogativi sulle valutazioni raggiunte, soprattutto negli Stati Uniti. L’S&P 500 oggi tratta circa 22 volte gli utili a 12 mesi, un valore superiore alla media storica ma non ancora estremo. Oltre ad una chiara supremazia tecnologica USA, tra i fattori che sostengono questi livelli ci sono le politiche economiche dell’amministrazione Trump, orientate a deregolamentazione e riduzione delle tasse, seppure con ovvi effetti collaterali nel tempo. La Federal Reserve, sotto la nuova leadership di prossima nomina, potrebbe inoltre sostenere ulteriormente il mercato con possibili tagli dei tassi d’interesse.

La crescita dell’economia USA e dei listini americani nel 2025 è stata trainata quasi interamente dal settore tecnologico legato all’intelligenza artificiale. Si stima che gli investimenti nel comparto abbiano raggiunto circa 400 miliardi di dollari, con aspettative di ulteriori 600 miliardi per il 2026. Le valutazioni delle cosiddette “Magnifiche 7” sono elevate – circa 29 volte gli utili previsti a 12 mesi– e il mercato richiederà conferme nei risultati futuri.

Gli utili generati da questi hyperscalers (Nvidia nel terzo trimestre ne ha fatti per circa 32 miliardi di dollari) si riflettono a loro volta in valutazioni importanti che possono trovare una giustificazione solo negli utili attesi nel prossimo futuro.  Da questo punto di vista, nel suo complesso oggi il settore tech americano mostra ancora una solida profittabilità, soprattutto nei semiconduttori, fondamentali per la rivoluzione tecnologica in corso, mitigando quindi i timori per una bolla modello Internet di inizio secolo. 

Azionario: prudenza nel tech USA; spinta del finanziario e farmaceutico in Europa

Dopo l’euforia dell’anno scorso, ora è fondamentale saper identificare i vincenti nel comparto tecnologico, ovvero selezionare soprattutto tra le società realmente in grado di rispettare le attese sugli utili o di sfruttare l’IA per accrescere produttività e margini. Ad esempio, il settore dei semiconduttori offre ancora opportunità, anche tenendo conto della spinta all’economia che Trump vorrà dare prima delle elezioni di mid-term. Questa esposizione può essere bilanciata da un’allocazione in Europa, che a sua volta mostra segnali moderatamente positivi grazie a minori dazi, costi energetici bassi e l’espansione fiscale tedesca. 

I principali rischi nel tech riguardano fattori capaci di minacciare i profitti attesi: oltre alle consuete incognite su rallentamento economico o banche centrali più restrittive, pesa il rischio di rapida obsolescenza degli investimenti in tecnologia, che renderebbe difficile recuperare quanto investito. Un’ulteriore sfida arriva dalla Cina, il cui progresso tecnologico, probabilmente sottovalutato in Occidente, potrebbe offrire alternative meno costose ai grandi operatori IA occidentali, spiazzandone gli investimenti

In Europa, le valutazioni più contenute premiano in particolare il settore finanziario (grazie alla capacità di generare cash flow) e quello farmaceutico. Resta interessante il settore della difesa, dove i prezzi, scesi a valle dei tentativi di negoziato sull’Ucraina, sottostimano la necessità, strutturale ed invariata, di un riarmo europeo.  Un potenziale non ancora riflesso nelle valorizzazioni è dato anche del settore energetico nucleare.

In prospettiva di medio periodo, biotech e quantum computing promettono di influenzare profondamente economia e società, meritando quindi spazio nei portafogli più propensi al rischio.

In ottica globale, è saggio aspettarsi maggiori iniziative pubbliche per gestire problemi di ampia portata, e gli investitori privati possono posizionarsi in linea con queste iniziative.  Su questo fronte, il tema della produzione e della distribuzione dell’energia offre prospettive importanti: accanto alla ovvia elettrificazione della società, la crescita della complessità dei modelli di IA e della loro adozione implicheranno presto una domanda di energia che dovrà essere soddisfatta a qualunque costo.  Quale paese sviluppato può infatti pensare di convivere con l’incertezza sulla disponibilità di elettricità?  Dovranno quindi essere fatti importanti investimenti pubblici di cui i privati potranno beneficiare.

Materie prime: Ancora oro

Nelle materie prime, l’oro merita un’analisi particolare. In un mondo dove la spesa pubblica è spesso vista come la più facile soluzione (e talvolta l’unica), in un mercato dove l’indipendenza della più grande banca centrale è messa in dubbio, in un contesto geopolitico fragile e teso, è comprensibile che si ricerchi un asset sicuro, protetto da un’offerta strutturalmente limitata e de-correlato dal resto del mercato.  Questo spiega la performance dell’oro che può ancora trovare posto nei portafogli, sia come asset diretto (fisico o via ETF), sia tramite i titoli del settore minerario.

Obbligazionario: BTP restano un’opzione molto valida, prudenza sui titoli francesi

Sul fronte obbligazionario, le scelte di investimento saranno guidate dalle aspettative su inflazione e politiche fiscali. Mentre l’inflazione non dovrebbe essere un problema, anche se gli spazi per una forte diminuzione sono limitati, più importante sarà il tema della disciplina fiscale. Tutti i governi sono chiamati ad impegni importanti e spesso crescenti, sia per affrontare necessità vecchie e nuove, o anche solo per accontentare gli elettori. Tutto questo incide sui tassi, soprattutto quelli a lunga scadenza, come ben evidenzia il comportamento del Treasury a 30 anni, sostanzialmente indifferente ai tagli effettuati dalla FED negli ultimi 15 mesi.  In Europa, i BTP restano un’opzione molto valida, mentre maggiore attenzione deve essere fatta per i titoli di stato francesi, in attesa di maggiore chiarezza sul fronte politico. Un portafoglio obbligazionario dovrebbe quindi focalizzarsi su titoli di stato a media scadenza e su titoli corporate di qualità, limitando l’esposizione agli high yield in virtù degli spread ormai molto ridotti.

Asset digitali: Quantum computing e Bitcoin

Gli investitori, invece, con un profilo di rischio adeguato possono guardare anche al settore del quantum computing, una tecnologia che è ormai uscita dalla fase sperimentale e che potrà aprire scenari rivoluzionari grazie ad una capacità computazionale ora inconcepibile.

La ricerca di asset in grado di conservare il valore ha investito da tempo anche il Bitcoin. Questa criptovaluta è caratterizzata da un protocollo che ne limita sia la produzione, sempre più difficile, sia il numero totale: il mercato valuta giornalmente questa scarsità tramite un prezzo la cui volatilità, però, la rende di fatto un asset speculativo.  Tuttavia, con il tempo non è improbabile pensare che questa asset class possa stabilizzarsi e diventare più istituzionale, trovando quindi una sua collocazione più naturale nei portafogli.

Più in generale, accanto alla finanza tradizionale sta crescendo un ecosistema di asset digitali che, nel tempo, sarà in grado di guadagnare importanti quote di mercato. La tokenizzazione è uno strumento molto importante che permette la rappresentazione e la compravendita digitale degli asset, compresa la moneta stessa tramite le stablecoin.  La finanza de-centralizzata “on-chain” è ancora incompleta, ha assolutamente bisogno di rafforzare regolamentazione e infrastrutture per incentivarne l’adozione e tranquillizzarne gli utilizzatori, ma ha un potenziale di espansione molto rilevante. In questa prospettiva, la BCE sta lanciando la sua iniziativa di euro digitale, tesa a fornire un saldo punto di riferimento in questo spazio. 

Infine, i mercati privati hanno ricevuto ulteriore attenzione a seguito di alcuni eventi negli Stati Uniti. In questo ambito, la selezione accurata degli asset resta fondamentale ed è parte integrante di un processo di investimento solido: le asset class illiquide continuano ad arricchire i portafogli tradizionali, purché siano gestite con consapevolezza e strumenti adeguati".