02 Gennaio 2026
fonte: Pixabay
Il nuovo anno si apre con una lunga lista di rincari che rischiano di pesare in modo significativo sui bilanci delle famiglie italiane. Tra carburanti, sigarette, pedaggi e nuovi balzelli fiscali, il 2026 si presenta come un percorso a ostacoli per i consumatori, già provati dagli aumenti accumulati nei mesi precedenti.
A quantificare l’impatto complessivo dei rincari sono le associazioni dei consumatori. Secondo le stime di Assoutenti, l’insieme delle nuove misure in vigore nel 2026 vale circa 900 milioni di euro. Una cifra che nasce dalla somma di aumenti su più fronti: carburanti, tabacchi, pedaggi autostradali e servizi. La voce più consistente è quella legata al gasolio, seguita a ruota dai prodotti da fumo.
"Ci troviamo di fronte a una vera ondata di aumenti che arriva in una fase già delicata per i bilanci familiari", avverte il Codacons. Dopo un 2025 segnato da rincari diffusi, l’effetto cumulativo delle nuove misure rischia di ridurre ulteriormente i consumi e di aggravare le difficoltà economiche di una larga fetta della popolazione.
Tra i primi aumenti a farsi sentire ci sono quelli sui carburanti. Dal 1° gennaio è entrato in vigore il riallineamento delle accise sul gasolio deciso dal Governo. La tassazione cresce di 4,05 centesimi al litro, con un immediato riflesso sui prezzi alla pompa. Secondo le stime, l’operazione garantirà allo Stato circa 552 milioni di euro nel corso dell’anno. Un rincaro che non incide solo sugli automobilisti, ma che potrebbe avere effetti a catena sui costi di trasporto e sui prezzi dei beni.
Con l’inizio del 2026 arrivano anche gli adeguamenti tariffari sulle autostrade. La maggior parte delle concessionarie ha applicato aumenti medi intorno all’1,5%, con incrementi più sensibili su alcune tratte specifiche, come la Salerno–Pompei–Napoli. Un aggravio che rende più costosi sia gli spostamenti quotidiani sia i viaggi per lavoro.
A salire sono anche i costi dell’assicurazione auto. Dal 1° gennaio l’aliquota sui premi relativi all’infortunio del conducente e all’assistenza stradale è passata dal 2,5% al 12,5% per i contratti nuovi o rinnovati. Un aumento che si traduce in premi più elevati per milioni di automobilisti.
Non mancano i rincari per i fumatori. Il prezzo delle sigarette aumenta in media di 15 centesimi a pacchetto, primo step di un percorso che porterà il rincaro complessivo fino a 40 centesimi entro il 2028. Aumentano anche le accise su tabacco trinciato, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, con un gettito stimato in oltre 200 milioni di euro.
Dal 1° gennaio entra in vigore anche una tassa da 2 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea con valore inferiore a 150 euro. La misura colpisce soprattutto gli acquisti online sulle piattaforme di e-commerce asiatiche e rischia di tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi finali per i consumatori.
Aumenta anche la tassazione sulle transazioni finanziarie. L’aliquota della Tobin Tax sale dallo 0,1% allo 0,2% per le operazioni sui mercati regolamentati e dallo 0,2% allo 0,4% negli altri casi. Raddoppia inoltre l’imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza, che passa dallo 0,02% allo 0,04%.
In mezzo alla raffica di aumenti, ci sono però anche alcune voci che restano congelate. Per tutto il 2026 rimane sospeso l’aggiornamento biennale delle multe stradali previsto dal Codice della strada. Prorogata anche l’esenzione dall’addizionale comunale sui diritti d’imbarco negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma. Slittano infine al 1° gennaio 2027 sia la sugar tax sulle bevande zuccherate sia la plastic tax sulla plastica monouso.
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