Ita Airways, annunciato nuovo sciopero nazionale il 16 febbraio; a rischio oltre 200 voli e circa 27 mila passeggeri
I lavoratori protestano contro un piano industriale giudicato insufficiente e il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale; la compagnia conferma l’obiettivo di raggiungere il pareggio operativo, mentre lo stop durerà l’intera giornata con fasce di garanzia
Ita Airways ha annunciato un nuovo sciopero nazionale per 16 febbraio dalla durata di 24 ore, mettendo a rischio oltre 200 voli e circa 27 mila passeggeri.
Si intensifica, infatti, lo scontro tra Ita Airways e le organizzazioni sindacali. Dopo lo sciopero di quattro ore dello scorso 17 dicembre, i lavoratori della compagnia torneranno a incrociare le braccia per l’intera giornata di lunedì 16 febbraio 2026. La proclamazione dell’astensione dal lavoro, comunicata ufficialmente dai sindacati poco prima di Natale, è stata confermata dalla Commissione di garanzia sugli scioperi. Lo stop inizierà alle 00.01 e proseguirà fino alle 24, rispettando le fasce di garanzia previste dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, durante le quali i voli dovranno essere comunque assicurati. All’agitazione parteciperanno piloti, assistenti di volo e personale di terra, rappresentati dalle principali sigle del settore: Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta, Anpac e Anp.
Secondo quanto spiegano i sindacati, alla base della mobilitazione ci sono due questioni principali: la scarsa incisività del piano industriale approvato dal consiglio di amministrazione, giudicato insufficiente e povero di investimenti sulla flotta, e il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto a dicembre 2024. La protesta rappresenta quindi la reazione dei lavoratori di fronte a quella che definiscono “una gestione del piano industriale poco ambiziosa e incapace di garantire prospettive di sviluppo e sicurezza occupazionale”.
Sul fronte operativo, secondo i dati di Cirium, il 16 febbraio Ita Airways prevede l’esecuzione di 314 voli, con circa 51 mila posti in vendita. Di questi, quasi il 70% è programmato al di fuori delle fasce protette, esponendo al rischio cancellazioni tra 25 e 27 mila passeggeri. L’impatto complessivo dovrebbe tuttavia essere in parte mitigato dal periodo di bassa stagione, quando il traffico è generalmente più contenuto.
Il confronto tra sindacati e compagnia resta aperto e acceso. Le organizzazioni di categoria chiedono aumenti salariali a doppia cifra e maggiori investimenti nella flotta, mentre l’azienda ribadisce la necessità di stabilizzare i conti e raggiungere il pareggio operativo, sottolineando che la sostenibilità finanziaria resta la priorità finché i conti rimangono in perdita. La situazione, quindi, appare destinata a rimanere sotto i riflettori anche nelle prossime settimane, con possibili ricadute sulla programmazione dei voli e sull’operatività della compagnia.