Indagine I-AER, nel 2024 +352 mila occupati in Italia di cui 285 mila over 50, il mercato fatica a colmare il divario generazionale

Nello scorso anno circa 156 mila italiani hanno lasciato il Paese e l'80% dei nuovi assunti ha più di 50 anni; il prof. Papa (I-AER): “Entro 10 anni molte aziende non avranno eredi”

Secondo un'indagine I-AER, nel 2024 sono stati registrati 352 mila nuovi occupati in Italia di cui 285 mila (80%) con più di 50 anni, il mercato fatica a colmare il divario generazionale. Le assunzioni tra i giovani restano limitate e il ricambio anagrafico appare fortemente rallentato. Fabio Papaprofessore di economia e fondatore di I-AER prevede che “entro 10 anni molte aziende non avranno eredi”.

Giovani in fuga

I dati emergono da un’analisi dell’I-AER, che evidenzia come l’invecchiamento della forza lavoro sia ormai un fenomeno strutturale. Nello stesso periodo, circa 156 mila persone hanno lasciato il Paese, con una quota rilevante di giovani, spesso con un titolo di studio elevato. Questo flusso in uscita contribuisce a ridurre ulteriormente la disponibilità di lavoratori under 35.

Composizione ed equilibri

La composizione anagrafica delle imprese riflette questa dinamica. In circa il 15% delle piccole e medie aziende, i lavoratori over 50 rappresentano più della metà dell’organico. In sei imprese su dieci la distribuzione tra senior e under 50 è equilibrata, mentre solo un quarto delle Pmi presenta una prevalenza di addetti più giovani.

L’invecchiamento è particolarmente marcato nella Pubblica amministrazione, dove la percentuale di dipendenti sopra i 50 anni è elevata e la presenza di under 30 resta marginale. Anche in settori come manifattura, costruzioni e terziario il peso dei lavoratori senior è in aumento.

Distribuzione sul territorio

Dal punto di vista territoriale, tra il 2019 e il 2024 l’incremento degli occupati over 50 ha interessato numerose regioni, tra cui Umbria, Sicilia, Veneto, Toscana, Lazio e Campania, indicando una diffusione del fenomeno su scala nazionale.

Le imprese segnalano difficoltà nel reperire profili professionali adeguati: circa tre quarti delle Pmi dichiarano carenze nei ruoli ricercati. L’assunzione di lavoratori senior risponde principalmente all’esigenza di esperienza e autonomia operativa, mentre l’inserimento di giovani è legato a percorsi di formazione interna e a una maggiore flessibilità contrattuale.

Secondo Fabio Papa, sostiene che l’aumento dell’occupazione nelle fasce più anziane non sia il risultato di una strategia pianificata, ma la conseguenza di un contesto demografico e occupazionale sfavorevole. In assenza di un’inversione di tendenza, nei prossimi anni molte imprese potrebbero trovarsi senza un adeguato passaggio generazionale.