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Logistica sostenibile, Villa (Asset): "Necessario investire su infrastrutture ferroviarie e utilizzare le vie fluviali"

Fulvio Villa, Board Member International Development di Asset Global Logistic Integration, a Il Giornale d'Italia: "Oggi quasi totalità dell’ultimo miglio in Italia viene distribuita su strada portando il livello di distribuzione via gomma a uno dei più alti in tutta Europa. Necessario permettere l'utilizzo della strada ferrata e delle vie fluviali"

20 Giugno 2022

Logistica sostenibile, Fulvio Villa (Asset): "Necessario investire su infrastrutture ferroviarie e utilizzare le vie fluviali"

Governare il cambiamento climatico è un tema centrale per le aziende di oggi, sempre più responsabili dell’impatto generato dalle loro attività sul territorio. Anche per quelle della logistica, adottare comportamenti responsabili al fine ridurre le emissioni di CO2 durante i processi di distribuzione è i fondamentale importanza per il mondo di oggi e quello di domani. Ma come trovare un punto d’incontro tra gli obiettivi di decarbonizzazione e i servizi logistici, in particolare quelli su dell'ultimo miglio?

Fulvio Villa, Board Member International Development di Asset Global Logistic Integration, racconta a Il Giornale d'Italia come intervenire nel nostro Paese per avvicinarsi sempre di più a una logistica sostenibile.

Fulvio Villa: "Asset per una logistica sostenibile: riduciamo spazi a vuoto e promuoviamo l'utilizzo di mezzi meno impattanti"

VIDEO - Fulvio Villa, "Asset per una logistica sostenibile: riduciamo spazi a vuoto e promuoviamo l'utilizzo di mezzi meno impattanti"

"Oggi in Italia la logistica su strada è il mondo prevalente: quasi totalità dell’ultimo miglio viene distribuita su strada portando il livello di distribuzione via gomma a uno dei più alti in tutta Europa. L’Italia oggi ha il problema che la maggioranza dei porti non è collegata direttamente al sistema ferroviario, portando ad avere una distribuzione sempre su gomma. Quest’ultima aumenta l’impatto del carbone, riducendo l’effetto della decarbonizzazione che cerchiamo.

Un investimento intelligente nel nostro Paese sarebbe quello di aumentare i collegamenti dei porti con le ferrovie, quindi permettere l'utilizzo della strada ferrata anche per avvicinare il prodotto ai clienti finali. Un’altra alternativa, ancora meno utilizzata, sono le vie fluviali, che in Italia attualmente sono pari a zero, mentre in paesi come Francia e Germania si arriva a percentuali del 7-8% del penultimo miglio.

Un’altra questione importante è l’aumento delle vendite online verificatosi negli ultimi anni. Questo mette un’ulteriore pressione sulla rapidità di distribuzione. Essendo le esigenze dei clienti sempre maggiori e impegnative per le società di trasporto, quello che avviene è un aumento continuo della pressione sugli operatori logistici. Inoltre, con l'assenza di infrastrutture adatte, c’è un aumento dei trasporti su gomma.

Un intervento necessario è quello di investire sulla distribuzione del penultimo miglio con le ferrovie, uno degli obiettivi principali dell’Europa e che dovrebbe essere previsto all’interno del PNRR. Un'altra via per ridurre le emissioni è lavorare sui mezzi di distribuzione. Infine, è necessaria professionalità da parte degli operatori.

Oggi in Italia abbiamo circa 88mila aziende che operano nel settore della logistica, di cui circa 66mila attive nel settore dei trasporti su gomma. Si tratta di una pletora di aziende troppo vasta: per poter ridurre anche le emissioni, servono aziende in grado di consolidare i carichi, ossia ridurre i viaggi e gli spazi a vuoto utilizzati all’interno dei mezzi.

Quello che salta all’occhio guardando gli investimenti previsti dal PNRR è che quasi nessuno è destinato alla distribuzione dell’ultimo miglio, nonostante sia quella che oggi ha un impatto maggiore sulla carbonizzazione del nostro ambiente. Gli investimenti che vanno fatti sono infrastrutture ferroviarie e mezzi. Quest’ultimi potrebbero essere sempre più piccoli, elettrici e meno impattanti, fino a pensare a una distribuzione via drone che oggi sembra un’idea utopica, ma che domani avrà un impatto sulla nostra vita di tutti i giorni.

Asset ha costituito poco prima della pandemia un sevizio postale di corriere espresso che oggi ha definitivamente preso il volo con un aumento esponenziale di volumi in partenza dalla Turchia. Noi vogliamo fare tesoro di questa esperienza portandola anche in Italia e, da qui, distribuire i pacchetti in arrivo dalla Turchia e da altri paesi europei dove con il tempo saremo presenti. Adesso stiamo parlando di Germania e Turchia, ma domani sarà Francia, Spagna e altri paesi europei. La nostra organizzazione, grazie ai volumi che abbiamo, ci permette di consolidare questi carichi e quindi ridurre viaggi e spazi a vuoto. Inoltre, spingiamo noi stessi e gli operatori che cooperano con noi ad utilizzare dei mezzi meno inquinanti e impattanti sull’ambiente."

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