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Banca Sistema: nel primo trimestre 2022 utile netto stabile a 4,4 milioni

Approvati i risultati del primo trimestre 2022 di Banca Sistema con un utile netto pari a 4,4 milioni, rispetto ai 4,6 milioni dello stesso periodo del 2021

11 Maggio 2022

Banca Sistema, risultati fine 2021: utile netto a 23,3 milioni, in calo dell'11,1% rispetto al 2020

Gianluca Garbi, Amministratore Delegato di Banca Sistema

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema ha approvato gli schemi di bilancio consolidato al 31 marzo 2022, chiusi con un utile netto pari a 4,4 milioni, rispetto ai 4,6 milioni dello stesso periodo del 2021.

In un mercato, per i primi mesi del 2022, caratterizzato da un consolidamento dei buoni risultati dell’anno precedente per il sistema produttivo, la business line factoring, con volumi (turnover) pari a 983 milioni, ha registrato una crescita del 26% a/a, guidata prevalentemente dalla componente dei crediti fiscali.

Gli impieghi factoring al 31 marzo 2022 (dato gestionale) si attestano a 1.932 milioni, in aumento rispetto ai 1.850 milioni al 31 dicembre 2021 ed in aumento rispetto al 31 marzo 2021 (1.722 milioni). Il factoring pro soluto, pari al 76%, degli impieghi, include i crediti fiscali (pari al 24% degli impieghi, rispetto al 14% al 31.12.2021).

Con riferimento alla business line CQ, il Gruppo ha acquistato/erogato crediti per 47 milioni (capitale finanziato), in aumento rispetto allo scorso anno (42 milioni), con il canale Diretto (QuintoPuoi) che rppresenta la quasi totalità, 90% del totale, con una crescita di oltre 3x rispetto all’anno precedente.

Lo stock dei crediti al 31 marzo 2022 ammonta a 919 milioni, stabile a/a (917 milioni al 31 marzo 2021) e in lieve calo rispetto al 31 dicembre 2021 (932 milioni) anche in considerazione dei pochi acquisti del canale Indiretto nel primo trimestre, che a maggio però ha visto un rafforzamento a seguito della finalizzazione dell’acquisto di un portafoglio dal Gruppo BancoBPM. Gli impieghi del credito su pegno si attestano al 31 marzo 2022 a 92 milioni, in aumento del 16% a/a, in linea con la crescita del 2021.

Il margine di interesse, pari a 20,7 milioni, è in aumento del 6% a/a, con interessi passivi in calo a/a. Gli interessi attivi sono in lieve calo (23,6 milioni vs 24,2 milioni rispettivamente al 31.03.2022 e al 31.03.2021), i minori contributi del factoring e CQ non sono stati compensati dai maggiori contributi del credito su pegno e dei finanziamenti con garanzia dello Stato.

Nell’attuale contesto di mercato, gli interessi attivi del business factoring, pari a circa il 58% del totale (64% nel 2021), risultano in calo del 12% a/a, sostanzialmente a seguito dei minor interessi di mora da azione legale.

Il contributo complessivo a conto economico al 31 marzo 2022 degli interessi di mora in azione legale è pari a 4,1 milioni (6,6 milioni al 31 marzo 2021).

L’ammontare degli interessi di mora oggetto di azione legale, maturati al 31 marzo 2022 e rilevanti ai fini del modello di stanziamento, risulta pari a 97,5 milioni (173,7 milioni includendo gli interessi di mora maturati nei confronti dei Comuni in dissesto, non stanziati in bilancio), mentre il credito iscritto in bilancio è pari a 52,2 milioni. L’ammontare non transitato a conto economico entrerà, per competenza o per cassa, nei prossimi esercizi sulla base delle attese di collection, che si confermano superiori all’80%.

Il costo totale della raccolta, pari a 0,2%, è minore del costo dell’intero 2021 (0,4%). Gli interessi passivi diminuiscono del 39% a/a, anche a seguito del rimborso del prestito obbligazionario, presente invece al 31 marzo 2021 e del minor costo di conti correnti e conti deposito.

Le commissioni nette, pari a 3,7 milioni, sono in calo a/a (4 milioni al 31 marzo 2021) per il minor contributo delle commissioni nette del CQ e del factoring, parzialmente compensate dal maggior contributo delle commissioni attive del credito su pegno.

Il contributo in termini di ricavi totali del factoring, dato dalla somma di interessi attivi, commissioni attive e ricavi da cessione di portafogli, risulta in valore assoluto in calo anno su anno, essendo diminuita la componente di interessi di mora; tale calo emerge anche rapportando i ricavi alla media dei crediti. Per la cessione del quinto il rapporto tra interessi attivi e crediti medi risulta in calo anno su anno, mentre è in aumento per il credito su pegno.

I bassi utili da tesoreria al 31 marzo 2022 rispetto all’anno precedente (2,4 milioni) hanno inciso sul margine di intermediazione. Nel primo trimestre del 2022 sono state effettuate, come di consuetudine, cessioni di portafogli di crediti factoring, registrando ricavi pari a 0,3 milioni, stabili a/a.

Il margine di intermediazione si attesta a 24,7 milioni, in calo del 6% a/a. Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano al 31 marzo 2022 a 2,3 milioni, in forte calo a/a (4,1 milioni). Il costo del rischio relativo ai crediti alla clientela risulta pari a 33bps. Le risorse (FTE) del Gruppo, pari a 275, sono in lieve aumento rispetto alle 273 dello stesso periodo del 2021 ed in calo rispetto alle 278 risorse al 31 dicembre 2021.

Le spese del personale riflettono l’evoluzione dell’organico ed il rilascio della porzione del bonus 2021 non erogato per circa 0,7 milioni. La voce altre spese amministrative è in calo a/a, seppur il contributo al Fondo di risoluzione unico sia in aumento a/a. L’aggregato totale dei costi operativi aumenta a/a del 2%, prevalentemente per la dinamica della voce Accantonamento a Fondo rischi ed oneri. L’utile prima delle imposte al 31 marzo 2022 è pari a 6,7 milioni.

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