Martedì, 25 Gennaio 2022

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"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

L'assenza di strategia di Enrico Letta consegna a Renzi il ruolo di king maker

Il Pd sceglie di non eleggere al primo turno il capo dello Stato

Frustrazione tra i militanti per il discorso del segretario

Di Gianfranco Ferroni

15 Gennaio 2022

"E anche stavolta Enrico Letta ha dimostrato di non essere quel segretario del Pd di cui c'è bisogno": gli sfoghi dei militanti non mancano, dopo il discorso che l'ex presidente del Consiglio ha voluto fare per decretare la linea della "non scelta" in vista delle elezioni del prossimo capo dello Stato. Tutto centrato sul "no" a Silvio Berlusconi, l'omelia lettiana si è soffermata su una frase che politicamente vale meno di zero: "Dobbiamo decidere cosa fare se il centrodestra andrà avanti con questa scelta profondamente sbagliata". Dove quel "dobbiamo" ha fatto venire l'orticaria a chi proviene dalla sinistra vera, che guarda ancora con orrore gli ex ragazzi provenienti dalla vecchia Dc, e passati attraverso formazioni politiche minori prima di approdare in quello che ora si chiama Partito democratico. Concretamente, con il discorso pronunciato in un sabato di gennaio baciato dal sole (almeno a Roma), Letta ha consegnato la "pratica Quirinale" a Matteo Renzi, che non poteva attendersi nulla di meglio dall'uomo che lui riuscì a scalzare da Palazzo Chigi. Alla fine il king maker sarà il leader (e lui lo è) di Italia Viva. Che poi il segretario del Pd aveva intenzione di dare un segnale a Giuseppe Conte, che a nome dei grillini aveva contestato al centrodestra la scelta di indicare Silvio Berlusconi al Colle, definendo la proposta "irricevibile". Ora però il danno è stato fatto, specie nella parte in cui Letta evidenzia che "serve un patto di legislatura", e che appare come un avviso di sfratto al premier Mario Draghi. Insomma, non ne azzecca una il successore di Nicola Zingaretti. E c'è un altro particolare, non certo un dettaglio, che indica il disappunto della sinistra, quella vera, che votava Pci: l'altra notte su Rai3 Maurizio Mannoni, un giornalista che all'inizio della sua lunga carriera lavorava a VideoUno, a Roma nota a tutti come "la tv di Botteghe Oscure", ha bacchettato senza pietà l'idea di un "Aventino" del Pd, facendo assentare dall'aula i parlamentari. Un segnale pesante, che deve far riflettere Letta. Ma forse lui nemmeno se n'è accorto: Roma non è Parigi, però.

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