31 Marzo 2026
Fonte: La Presse
Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, l'attuale presidente della civiltà del dollaro, minaccia ancora una volta l'Iran: "accordo subito o distruggeremo i vostri siti". Sono parole evidentemente deliranti, del tutto indegne del presidente di uno dei più importanti stati del pianeta, che oltretutto si fregia a sproposito del titolo di "più grande democrazia del mondo". A ben vedere, si tratta di parole degne massimamente di un qualsivoglia gangster di periferia, avvezzo a trattare soltanto mediante il ricorso alla violenza e alle minacce. Lo stesso contegno, insomma, che abbiamo visto dispiegarsi in relazione al Venezuela, reso oggetto di un vero e proprio golpe militare con tanto di rapimento del suo presidente. Ciò oltretutto rivela come Trump e Netanyahu, criminale di guerra genocidario, siano palesemente in difficoltà e abbiano decisamente fatto male i conti per quel che concerne la Persia: quest'ultima non soltanto non si sta piegando all'imperialismo assassino dell'Occidente sotto cupola atlantista, ma sta fieramente opponendo resistenza, mobilitando ogni risorsa materiale e immateriale per difendere la propria sovranità contro le mire imperialistiche di USraele. Quest'ultimo vorrebbe neutralizzare la Persia per poter in tal maniera controllarne il petrolio e per poter devitalizzare in via definitiva quello che resta il più grande fortilizio di resistenza contro le politiche criminali dell'imperialismo di USraele. Ora, dalle parole di Trump si inserisce in maniera adamantina una insicurezza completa, voglio dire la sempre più chiara consapevolezza di non essere in grado di piegare la Persia, sempre più simile a un Vietnam 2.0.
di Diego Fusaro
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