Gaza, rifugio insicuro: un morso di ratto rivela le drammatiche condizioni di vita dei bambini sfollati nella Striscia

Un neonato di 1 mese, Adam Al-Ustaz, è stato morso da un ratto all’interno di una tenda per sfollati. Il neonato è stato ricoverato al pronto soccorso con una grave emorragia causata dal morso del ratto

In una scena che racchiude la portata della tragedia umanitaria che colpisce le famiglie sfollate nella Striscia di Gaza, un neonato di un mese, Adam Al-Ustaz, è stato morso da un ratto all’interno di una tenda per sfollati—un episodio allarmante che mette in luce i pericoli quotidiani che minacciano migliaia di bambini in un ambiente privo anche delle più basilari condizioni di sicurezza e salute.

La madre del bambino, la ventiduenne Yasmin Al-Jamla, ha raccontato l’accaduto con evidente paura e angoscia, descrivendo la vita all’interno della loro tenda nella zona di Al-Maqousi come “anormale.” Ha sottolineato la diffusa presenza di roditori e l’assenza di servizi essenziali, spiegando che le dimensioni e l’aggressività dei ratti sono diventate spaventose. “I ratti sono grandi quanto gatti e conigli, e sono aggressivi,” ha detto, sottolineando che la tenda è tutt’altro che un ambiente sicuro. 

Yasmin ha descritto la notte dell’attacco: “Mi sono svegliata con il mio bambino che urlava. Non avevamo luce dentro la tenda. Quando ho acceso la torcia del telefono, ho visto il suo volto coperto di sangue. Ho svegliato mio marito e, mentre cercavamo di capire cosa fosse successo, abbiamo visto il ratto vicino e abbiamo capito che aveva attaccato nostro figlio.”

In preda al panico, i genitori hanno portato il neonato in ospedale nel cuore della notte, affrontando condizioni di vita difficili e una totale mancanza di sicurezza. La madre racconta di vivere ora nella paura costante: “Non riesco più a dormire. Ho sempre paura per i miei figli. Anche quando accendo la torcia, trovo animali che ci attaccano—a volte un cane, a volte un ratto, a volte una donnola.”

Il dottor Ragheb Warsh Agha, capo del reparto pediatrico dell’Ospedale Al-Rantisi, ha confermato che il neonato è stato ricoverato al pronto soccorso con una grave emorragia causata dal morso del ratto. Il personale medico lo ha trattato immediatamente prima di ricoverarlo per ulteriori cure.

Ha avvertito che tali ferite comportano rischi seri, inclusa la possibilità di setticemia se non trattate tempestivamente—una condizione che può essere fatale, soprattutto nei neonati.

Sebbene questo sia il primo caso di questo tipo registrato presso l’Ospedale Al-Rantisi, il medico ha osservato che episodi simili sono stati segnalati in altre strutture sanitarie, sollevando preoccupazioni per un possibile aumento con il continuo deterioramento delle condizioni ambientali e sanitarie.

Gli esperti attribuiscono la proliferazione dei roditori alla distruzione delle infrastrutture, all’accumulo di rifiuti e alla mancanza di igiene nei campi per sfollati—condizioni che creano un ambiente favorevole alla moltiplicazione dei ratti e alla diffusione delle malattie.

In queste circostanze, crescono i timori di una crisi sanitaria pubblica sempre più grave tra le popolazioni sfollate, in particolare tra i bambini, che continuano a pagare il prezzo più alto.

Residenti e personale medico chiedono con urgenza l’apertura dei valichi per consentire l’ingresso di materiali per la ricostruzione e la fornitura di alloggi sicuri, oltre a forniture mediche essenziali per trattare il numero crescente di casi.

La storia di Adam non è un episodio isolato, ma un duro avvertimento di una realtà quotidiana estremamente difficile—dove persino il semplice atto di dormire in una tenda è diventato un rischio per la vita.

Di Salma Kaddoumi
Corrispondente da Gaza per Il Giornale d'Italia