Scandalo Epstein: perquisita la Rothschild bank, ombre su pedofilia e scambio di documenti ONU riservati. Il collegamento tra Epstein e l’Europa è più forte di quanto si creda
Anche il collaboratore storico di Epstein, Jean-Luc Brunel, è stato trovato morto impiccato ma in una prigione parigina
Aperto un nuovo capitolo nell’inchiesta su trame e favori legati a Jeffrey Epstein. Si scopre oggi che venerdì scorso i magistrati finanziari francesi avrebbero eseguito una perquisizione nella sede parigina della banca privata svizzera Edmond de Rothschild. La banca entra nel caso perché potrebbe aver gestito conti, movimenti o relazioni finanziarie collegati alle persone coinvolte oppure conservare documentazione utile, tipo transazioni, contatti o operazioni particolari.
L’intervento nasce da una serie di rivelazioni contenute nei dossier collegati al finanziere americano.
L’indagine punta su Fabrice Aidan, ex diplomatico francese che si dichiara totalmente innocente. Secondo fonti giornalistiche, Aidan avrebbe fornito documenti riservati dell’ONU a Epstein. Ma il diretto interessato respinge ogni accusa e chiede il rispetto della presunzione di innocenza. Il suo legale contesta la lettura delle email e nega qualsiasi condotta illecita.
Gli investigatori stanno analizzando il suo ruolo in una possibile rivelazione di materiale riservato delle Nazioni Unite che sarebbe arrivato a Epstein tra il 2010 e il 2016. Il nome di Aidan compare in oltre duecento documenti, tra cui numerose email inviate tramite account personali e canali istituzionali. Questo flusso di comunicazioni alimenta dubbi sulla circolazione di informazioni diplomatiche sensibili, di cui l’uomo sarebbe stato a conoscenza.
Il caso si inserisce nel contesto delle rivelazioni diffuse nei documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, milioni di file che tracciano una rete di relazioni che tocca tantissimi personalità di rilievo e Paesi del mondo. In Francia la pubblicazione dei documenti ha provocato scosse nel mondo politico e istituzionale. La procura nazionale finanziaria ha avviato l’indagine dopo una segnalazione del ministero degli Esteri francese.
L’inchiesta è arrivata a Parigi a causa di Jean-Luc Brunel, collaboratore storico di Epstein. Anche la sua morte, è stato trovato impiccato in prigione mentre era accusato di reati associati a questioni di pedofilia e tratta di minori (deceduto quindi come Epstein, ma nel 2022), ha lasciato aperti interrogativi sui legami tra il finanziere americano e gli ambienti europei.
Tra le personalità tirate in ballo nella vicenda Epstein è emersa anche la figura dell’ex ministro della Cultura Jack Lang che dopo la pubblicazione degli Epstein Files è stato indagato per frode fiscale ed ha lasciato la guida dell’Istituto del mondo arabo. Anche lui si è dichiarato innocente.
In un gioco di scacchi tra gruppi di potere, il caso ha assunto una dimensione internazionale e coinvolto istituzioni, finanza e diplomazia, una rete complessa che intreccia potere, denaro, segreti politici e ricatti.
La rete di Jeffrey Epstein in Europa emerge chiaramente dai documenti e dalle inchieste giornalistiche. I collegamenti non riguardano solo la circolazione di denaro, ma anche relazioni sociali, diplomatiche e istituzionali. Ora le banche europee di alcuni Paesi diventano nodi di interesse per la gestione di conti di Epstein, le società collegate e gli eventuali flussi di denaro verso grossi politici, diplomatici e imprenditori.