Elezioni Danimarca, riconferma per csx di Frederiksen col 21,9% ma senza maggioranza assoluta, Moderati ago della bilancia

Si è trattato del risultato più basso da oltre un secolo per il partito di centrosinistra, che adesso cerca un alleato per formare il nuovo governo

L'esito delle elezioni in Danimarca ha visto la striminzita vittoria con il 21,9% dei Socialdemocratici di Mette Frederiksen, che dunque si riconfermano. Tuttavia, si è trattato del risultato più basso da oltre un secolo per il partito di centrosinistra, che adesso cerca un alleato per formare il nuovo governo, guardando soprattutto verso i Moderati, vero e proprio ago della bilancia. Al momento infatti i Socialdemocratici non hanno conquistato la maggioranza, e nessuno dei due blocchi contrapposti, centrosinistra e centrodestra, può riuscire a formare un nuovo esecutivo, con il centrosinistra in vantaggio di sette seggi, 84 a 77 su 179.

Elezioni Danimarca, riconferma per csx di Frederiksen col 21,9% ma senza maggioranza assoluta, Moderati ago della bilancia

Delle elezioni difficili per la Danimarca, costretta a fare i conti col dossier Groenlandia. Non solo Frederiksen, il leader dei Liberali di Venstre e attuale ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen, ha ottenuto a sua volta il peggior risultato nella storia del suo partito, il 10,1%. In calo anche i Moderati del ministro degli Esteri ed ex premier Lars Løkke Rasmussen, terzo partito di governo (7,7%).

I partiti che hanno raggiunto i risultati migliori sono la Sinistra ecologista, che con l'11,4% dei voti è seconda, e il Partito popolare danese, salito al 9,1%.

Le dichiarazioni di Frederiksen

Così la premier uscente Frederiksen dopo il voto: "Sono pronta ad assumermi le responsabilità di primo ministro. Naturalmente mi dispiace non aver ottenuto più voti, ma ce lo aspettavamo: abbiamo dovuto affrontare la guerra, siamo stati minacciati dal presidente americano e in questi quasi sette anni (dal 2019, anno di inizio del suo primo mandato, ndr) abbiamo perso quattro punti percentuali: credo che vada bene così".

La Danimarca "è un piccolo Paese di sei milioni di persone in un mondo di otto miliardi, che è in subbuglio: c’è la guerra in Iran e c’è la guerra in Ucraina. Siamo un'unica tribù. Dobbiamo unirci. Non dobbiamo essere divisi".