Usa, Space Force limita le società di satelliti sulle valutazioni dei danni causati dall’Iran: "Vietato scrivere 'obiettivo eliminato' "

Tra le formule vietate anche 'obiettivo distrutto' e 'struttura resa inoperabile' in un tentativo di manipolare l'opinione pubblica e rafforzare la tesi secondo la quale Usa e Israele non sarebbero indeboliti dal fuoco nemico

Negli Stati Uniti si rafforza sempre di più il controllo sull’informazione legata alla guerra contro l’Iran, con nuove restrizioni imposte alle aziende di satelliti che analizzano i danni degli attacchi. Una misura che si inserisce in una più ampia strategia di gestione della narrativa pubblica, nel tentativo di consolidare l’immagine di un asse Usa-Israele forte e vincente. In questo quadro rientrano anche episodi come la rimozione di telecamere di sorveglianza da parte dell’esercito israeliano per evitare la diffusione di immagini sugli effetti dei missili iraniani, con l’obiettivo di limitare contenuti che potrebbero mostrare vulnerabilità. Ora, oltre alle immagini, viene regolato anche il linguaggio, con indicazioni precise su cosa si può e non si può dire. Tra le espressioni vietate compare "obiettivo eliminato/distrutto", considerata troppo esplicita nel descrivere l’efficacia delle operazioni militari avversarie.

Usa, Space Force limita le società di satelliti sulle valutazioni dei danni causati dall’Iran: "Vietato scrivere 'obiettivo eliminato' "

Dopo aver limitato la diffusione di informazioni sensibili, l’amministrazione americana ha esteso il controllo anche alle aziende private che operano nel settore dei satelliti da ricognizione, intervenendo direttamente sul modo in cui vengono comunicate le analisi. Una direttiva interna della U.S. Space Force, inviata alle principali società del settore subito dopo l’inizio dei bombardamenti del 28 febbraio, sembra voler censurare qualsiasi linguaggio che possa implicare una valutazione operativa dei danni. Espressioni come "obiettivo distrutto", "obiettivo eliminato" o "struttura resa inoperabile" sono state esplicitamente scoraggiate. L’indicazione viene formalmente presentata come una linea guida, ma nel settore nessuno sembra intenzionato a ignorarla.

Le società coinvolte sono circa un centinaio, tra cui i principali operatori globali dell’imaging satellitare, che gestiscono centinaia di satelliti e lavorano in larga parte grazie a contratti con il governo statunitense. Tra chi offre supporto tattico all’esercito via satellite ci sono Ses, SpaceX, L3Harris Technologies, Planet Labs e Northrop Grumman. Questa dipendenza economica rende difficile opporsi alle richieste provenienti dalle autorità. Il risultato non solo si riduce la disponibilità di immagini, ma si limita anche la possibilità di interpretarle liberamente. In alcuni casi, come quello di Planet Labs, è stato imposto anche un ritardo significativo nella diffusione delle immagini delle aree di guerra, inizialmente di alcuni giorni e poi esteso ulteriormente.