Kharg già nel mirino di Trump dal 1987: "Utile prendere l'isola in caso di attacchi iraniani, così avremmo il petrolio"

Dalle dichiarazioni degli anni ’80 agli attacchi del 2026: il ruolo strategico di Kharg Island riaccende il dibattito sulla continuità della politica di Trump verso l’Iran

Il presidente statunitense Donald Trump, già nel 1987 e nel 1988, aveva già nel mirino l'isola di Kharg. Sono riemerse infatti sue dichiarazioni e interviste dell'epoca in cui suggeriva la presa del principale terminal di petrolio iraniano in caso di attacchi di Teheran agli Usa, in modo da impadronirsi del loro greggio.

Kharg già nel mirino di Trump dal 1987: "Utile prendere l'isola in caso di attacchi iraniani, così avremmo il petrolio"

Le recenti tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno riportato al centro dell’attenzione una figura chiave: Donald Trump. In particolare, è riemerso un elemento sorprendente: l’interesse del presidente per l’isola iraniana di Kharg risalirebbe a quasi quarant’anni fa.

Secondo ricostruzioni riportate da media internazionali, già nel 1987 e soprattutto in un’intervista del 1988, Trump — allora imprenditore — ipotizzava apertamente un’azione militare contro l’Iran. In quell’occasione dichiarò che, in risposta a eventuali attacchi iraniani, avrebbe colpito direttamente Kharg, arrivando a dire: “Farei un colpo su Kharg, andrei lì e la prenderei”.

Queste affermazioni, rimaste per anni marginali, acquistano oggi nuova rilevanza alla luce degli sviluppi recenti. Negli ultimi giorni, infatti, gli Stati Uniti hanno effettuato attacchi militari sull’isola, colpendo numerosi obiettivi strategici legati alle capacità militari iraniane. Parallelamente, fonti giornalistiche indicano che l’amministrazione Trump starebbe valutando anche scenari più estremi, come il controllo diretto dell’isola per influenzare il traffico nello Stretto di Hormuz.

Kharg non è un obiettivo qualsiasi: rappresenta il principale terminal petrolifero dell’Iran, snodo fondamentale per le esportazioni energetiche del paese e quindi per la sua economia. Il suo controllo avrebbe implicazioni globali, incidendo sui mercati energetici e sugli equilibri geopolitici.

Il riemergere di vecchie dichiarazioni di Trump alimenta interrogativi sulla coerenza della sua strategia: si tratta di una linea politica consolidata nel tempo o di una coincidenza amplificata dal contesto attuale? Alcuni analisti parlano di una visione strategica di lungo periodo, altri di una narrativa costruita a posteriori.