Iran, la bozza di accordo in 15 punti di Trump su Hormuz e forniture petrolio; ipotesi summit Ghalibaf-Witkoff-Kushner a Islamabad

Dalla rinuncia iraniana all'uranio arricchito e l'indebolimento dei gruppi paramilitari dell'asse di Resistenza islamica, allo sblocco dello Stretto di Hormuz e nuove condizioni per il trasporto di gas e petrolio: ecco alcuni dei punti su cui Trump starebbe negoziando con Teheran

Dalla rinuncia iraniana all'uranio arricchito, alla riapertura dello Stretto di Hormuz che potrebbe venire controllato in modo congiunto dal Presidente Usa Donald Trump insieme all'ayatollah, "chiunque sarà". Sono questi alcuni dei 15 punti lasciati trapelare da 'The Donald' a Memphis, ai microfoni dei giornalisti, annunciando così a sorpresa l'esistenza di un accordo a cui inviati Usa e diplomatici iraniani starebbero lavorando per trovare una "risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente". Per Trump il negoziato rappresenta la strategia politica necessaria per dettare la fine delle ostilità con proprie condizioni uscendo da "vincitore", pure però senza assumersi la paternità dell'iniziativa: "Hanno chiamato loro [gli iraniani, ndr], non io. Vogliono stringere un accordo.

Iran, la bozza di accordo in 15 punti di Trump su Hormuz e forniture petrolio; ipotesi summit Ghalibaf-Witkoff-Kushner a Islamabad

Mentre Teheran smentisce l'esistenza di negoziati parlando piuttosto di "contatti attraverso mediatori", la macchina della diplomazia si sta muovendo, al punto che in settimana EgittoTurchiaPakistan - i tre Paesi intermediari - avrebbero pensato ad un summit ad Islamabad tra gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner e il Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. Quel Ghalibaf su cui, secondo indiscrezioni, la Casa Bianca starebbe cautamente puntando come potenziale leader del Paese in vista di una transizione di governo. Fuori gioco il neo eletto ayatollah Mojtaba Khamenei, sebbene a lui Trump potrebbe concedere "metà del controllo" di Hormuz insieme agli Usa.

Non sono ancora stati resi noti tutti e 15 i punti di presunto accordo fra Washington e Teheran, di certo al centro degli interessi Usa si intravedono molte delle condizioni già esistenti prima del conflitto. Prima di tutto, la rinuncia iraniana di nucleare e missili balistici; quindi la riapertura dello Stretto di Hormuz per garantire le rotte marittime di gasoliere e petroliere. Con tutta probabilità, lo stesso controllo di Hormuz è al centro delle trattative, "controllato (...) forse da me e da chiunque sia l'ayatollah". In effetti, sullo smantellamento del programma nucleare iraniano Trump marcia già con ottimismo, puntando ad assicurarsi i circa 440 chili di uranio arricchito prodotti da Teheran. "Vogliamo l'uranio" ha detto Trump senza mezzi termini. Quindi, al cuore dei negoziati, altre fondamentali condizioni per garantire la fornitura di gas e petrolio senza che Teheran possa disporne "a piacimento".

L'accordo, secondo Washington, sarebbe già a buon punto e troverebbe già concorde l'Iran alla rinuncia del nucleare. Giorni fa anche Teheran, come Washington, aveva dettato le sue condizioni, tra cui il pagamento del risarcimento all'Iran, la chiusura delle basi militari Usa nella regione e la fine della guerra contro i gruppi regionali filo-iraniani. Condizioni difficilmente accettabili da Trump, che sul nuovo accordo punta invece a sradicare la "minaccia" (anzitutto israeliana) di Hamas, Hezbollah, Kata'ib Hezbollah e Houthi. Intanto, mentre i presunti negoziati procedono, Trump non rinuncia alla mobilitazione bellica: pronti a sbarcare, nei prossimi giorni, oltre 2.200 Marines sulle tre navi da guerra.