L'inscalfibile, eterna, errata percezione di sé dell'americano medio: breve riflessione di un abitante delle colonie sui padroni del mondo
Americani, siete ipocriti: per giustificare che siete dalla parte di un criminale genocida, date l'intera responsabilità a lui
L'inscalfibile, eterna, errata percezione di sé dell'americano medio: breve riflessione di un abitante delle colonie sui padroni del mondo
La mia riflessione, ovviamente, non interessa a nessuno, meno che mai agli americani.
Gli americani – si sa – sanno poco delle colonie in generale e dell'Italia in particolare. Studente in Nord America, mi guadagnai il nickname di hot blooded Italian per avere insultato una professoressa che aveva definito il mio un Paese di pastori, dopo avere visto in TV le immagini dell'ennesimo terremoto nel Sud della penisola.
No, a Milano (ma non solo) non siamo pastori. Io sono un avvocato, nato in una famiglia di ingegneri. E' vero, a volte perdo la pazienza. Di solito con gli stupidi che parlano a vanvera.
Da giorni ascolto i vostri migliori analisti. Da un lato, le bugie del vostro Presidente, di Marco Rubio, di Pete Hegseth (per limitarmi a tre). Poi le omissioni di Tulsi Gabbard, incalzata da un ottimo Jon Ossoff. Dall'altro, la versione autoassolutoria, infantile dei vostri dissidenti.
“Israele ha trascinato gli Stati Uniti nella guerra all'IRAN”. “La colpa è di Benjamin Netanyahu”. “Il Mossad ha fornito informazioni parziali e strumentali alla Casa Bianca” eccetera eccetera.
Nessuno - e sottolineo nessuno – che faccia un minimo di autocritica: gli Stati Uniti sono sempre stati una Nazione aggressiva, nel DNA dell'americano medio vi è una pericolosa inclinazione alla violenza che esplode in episodi inconcepibili (ad esempio) in Italia (le stragi nelle scuole).
Il pensiero americano – nonostante la Dichiarazione di Indipendenza e i suoi condivisibili principi – è sempre stato influenzato da suprematismo e fanatismo religioso.
Io, agnostico, ho sempre trovato fuori luogo la presenza di una Bibbia nel cassetto del comodino dei vostri alberghi e intollerabile la vostra abitudine di nominare continuamente Dio.
Tutta la vostra storia è stata plasmata dalla teoria del Destino manifesto, la convinzione che gli USA abbiano la missione di espandersi, diffondendo la loro forma di libertà e democrazia. I sostenitori del Destino manifesto credevano che l'espansione non fosse solo buona, ma che fosse anche ovvia ("manifesta") e inevitabile ("destino").
In nome di questa teoria, sono stati massacrati i nativi americani (consiglio la lettura del saggio di Roxanne Dunbar-Ortiz An indigenous People's History of the United States).
Vi credete – sempre e comunque – dalla parte del bene. Questa volta, per giustificare che siete dalla parte di un criminale genocida, date l'intera responsabilità a lui.
E qui, accanto alla vostra ipocrisia, entra in gioco la vostra ignoranza. Avete costruito il vostro impero con le armi e lo avete reso ricco con l'usura. Non è un caso se il vostro debito pubblico è pari a un terzo dell'intero PIL mondiale. Avete consentito che un ristretto gruppo di mercanti gestisse il tempio, dimenticando che Gesù Cristo quegli stessi mercanti li cacciò e pagò quel gesto di coraggio con la sua vita.
Voi avete rinnegato gli insegnamenti di Gesù Cristo, che predicava la fratellanza universale, la centralità dell'amore, la compassione, la benevolenza di Dio padre.
Avete affidato ai mercanti la gestione del tempio: la FED privata (dei mercanti) e il Dipartimento di Stato (degli Straussiani) sono soltanto due esempi.
Oggi, tutta la vostra società è profondamente iniqua. Siete anglo sassoni malthusiani, la fratellanza universale non sapete neppure cosa sia dato che – anche all'interno dei vostri confini – lasciate morire i vostri fratelli più sfortunati senza neppure assistenza medica.
Vivete illusi, ottenebrati dalla vostra stessa propaganda in un sogno hollywoodiano: voi siete il bene, qualcun altro è il male. Voi non sbagliate ma, se sbagliate, la colpa è di qualcun altro.
Io vi riconosco la buona fede: siete ingenui come bambini. E anche i bambini, a volte, sono più spietati degli adulti.
Blaterate di esportare la democrazia, incapaci di vedere che la vostra è – da molti anni – una plutocrazia retta da un'élite di mercanti.
Persino i migliori di voi, quelli che ascolto tutti i giorni, non sono capaci di ammettere che il vostro modello di sviluppo è un problema per il mondo, che il vostro debito è l'indicatore di quanto al di sopra delle vostre possibilità – e quindi sulle spalle di tutti gli altri – abbiate vissuto.
Il vostro impero sta crollando e la colpa non è di Benjamin Netanyahu, né di Donald Trump. Loro sono semplicemente criminali, acceleratori dell'ineluttabile rivolta contro di voi.
Ricordatevi che fino alla fine del Medio Evo la dottrina cattolica vietava di prestare denaro a interesse. Il diritto islamico (Shari'a) proibisce severamente l'usura, nota come ribā, considerata un grave peccato nel Corano. Il ribā vieta qualsiasi tasso d'interesse fisso o predeterminato sui prestiti, poiché il denaro non deve generare profitto da sé, ma solo attraverso attività commerciali o di investimento reali e condivise.
Cacciate i mercanti dal tempio, applicate la dottrina di Cristo, se siete davvero tanto pii. Oppure siate onesti, ammettete che i mercanti hanno garantito la sopravvivenza del vostro impero, riconoscete che la continua espansione a spese di tutto il resto del mondo è una necessità macroeconomica per tenere in piedi quel gigantesco schema Ponzi, quel castello di carte che è il vostro capitalismo finanziario predatorio (si pensi ai vostri fondi d'investimento e ai vostro oligopolisti che dominano i mercati violando sistematicamente ogni regola).
C'è molto di buono in voi (in persone come John Mearsheimer, Jeffrey Sachs, Tucker Carlson, Andrew Napolitano, Max Blumenthal o Max Kent, per citare soltanto qualche nome). Ma manca il coraggio di mirare al cuore del problema, manca completamente il pentimento cattolico, indispensabile per evitare di continuare a peccare.
Vi ho parlato sinceramente, come si fa con gli amici.
Un caro saluto, dalla vostra colonia Italia.
di Alfredo Tocchi, Il Giornale d'Italia, 21 marzo 2026