Cosa farà l'Unione Europea di fronte alla guerra in Iran? Per Teheran è già colpevole, per Washington è codarda

Una posizione ancora una volta perdente per l'Unione Europea

Mentre Donald Trump, presidente della civiltà del dollaro, va ripetendo che la Nato è codarda e che gli europei devono assolutamente intervenire al fianco del loro alleato, o meglio del loro padrone, l'Iran punta il dito contro l'Unione Europea. Dice che gli europei sono complici dei raid contro la Persia. Posizione piuttosto scomoda e infelice, dunque, quella dell'Europa, la quale, per un verso, vorrebbe tenersi fuori da questa infame guerra imperialistica gestita da USraele, mostro bicefalo dell'imperialismo senza frontiere; e, per un altro, è tenuta al guinzaglio dal suo padrone a stelle e strisce, che la occupa impunemente dal 1945, con basi militari che servono non tanto a difendere l'Europa, ma a mantenerla in una condizione di subalternità totale alla civiltà dell'hamburger. Giorgia Meloni si affretta a precisare che non sono previste missioni italiane in Iran, ma pare quasi una excusatio non petita... cosa farà dunque l'Europa nelle prossime settimane? Per Washington, essa è codarda e infedele; per l'Iran, è già a tutti gli effetti complice e colpevole dell'aggressione imperialistica. Ancora una volta, come sempre, l'Unione Europea fa la parte del vaso di terracotta di manzoniana memoria, circondato da basi di ferro pronti ad annichilirla. Come nel caso della guerra in Ucraina, anche ora l'Unione Europea ha già perso, rivelandosi incapace di esprimere una propria posizione autonoma e figurando ancora una volta come alla mercè di potenze straniere.

di Diego Fusaro