Guerra e dazi ammazzano i cittadini e affossano il commercio globale: crescita dimezzata e mercati in ostaggio dell’energia. I dati dell’Organizzazione mondiale del commercio
Bisogna fermare la follia dei governanti del mondo: mentre giocano a Risiko le bollette più alte e i portafogli più vuoti strangolano i cittadini
I signori delle cancellerie giocano ai soldatini e intanto il conto lo paga chi lavora, produce, compra. Il mercato globale ha tanti difetti ma non ama le bombe, le teme. L’Organizzazione mondiale del commercio lancia l’allarme: la crescita del commercio globale scende all’1,9%.
La guerra serve a distruggere ma non solo gli uomini anche le economie. E chi finge di non capirlo vive fuori dal mondo o mente sapendo di mentire.
Nel 2025 il commercio correva al 4,6%. Ora si sta inchiodando, dopo i ripetuti conflitti aperti dagli USA. Se il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran si allarga, il prezzo dell’energia sale e i traffici si inceppano. L’OMC indica uno scenario ancora più cupo: crescita all’1,4% se petrolio e gas restano cari per tutto il 2026. Non serve una laurea per capire cosa significhi. Produzione più cara, trasporti più lenti, crescita di prezzi al consumo. Europa e Asia pagano il costo più alto perché dipendono dai combustibili fossili che in massima parte non hanno.
Poi c’è lo Stretto di Hormuz. Se Teheran blocca quel passaggio, un terzo del commercio di in’area sparisce. E anche l’agricoltura comincia ad avere contraccolpi: dall’India alla Thailandia, dal Brasile all’Europa. Bisogna fermare la follia.
Eppure qualcuno continua a raccontare la favola della resilienza. I chip e i semiconduttori hanno gonfiato i numeri dell’economia durante il 2025 perché il settore legato all’IA ha pesato per il 42% della crescita globale, pur rappresentando una fetta minima del totale. Ma resta un buco nero che decima i posti di lavoro.
Gli investimenti sono un punto interrogativo. Nessuno sa se la corsa continuerà o si fermerà di colpo. Intanto il PIL globale cresce poco, del 2,8%. Anche i servizi rallentano: dal 5,3% al 4,1%. Trasporti aerei e marittimi subiscono i contraccolpi perché saltano le rotte.
C’è poi il tema delle regole: il commercio mondiale si regge sul principio della nazione più favorita. Ma quando le regole saltano, vince il più forte, non il più capace. I dazi imposti da Trump erodono il commercio con un aggravio nei portafogli delle persone. In pratica il multilateralismo è andato a farsi benedire: ognuno tira acqua al proprio mulino. Ma senza stabilità politica non esiste crescita economica duratura spiega l’OMC. Senza pace non esiste mercato libero.
L’Asia traina ancora l’economia con le importazioni in crescita del 3,3%, esportazioni al 3,5%. Anche l’Africa mostra segnali positivi. Il Nord America invece resta fermo e pure l’Europa. Mentre i leader parlano di equilibri geopolitici, il mondo reale fa i conti con bollette più alte e stipendi sempre uguali: il sistema scricchiola come una casa vecchia e ne paga il costo solo chi ha sempre meno.