Iran, fonti israeliane rivelano: "Raid Idf su South Pars era stato coordinato con Usa, Trump sapeva ma ha fatto finta di nulla"

I bombardamenti israeliani sui giacimenti di gas a South Pars, in Iran, sono avvenuti con la piena complicità di Trump, raccontano fonti informate. Il tycoon sapeva che Teheran avrebbe reagito, ed era a conoscenza della conseguente impennata dei prezzi di gas e petrolio

L'attacco israeliano di mercoledì 18 Marzo su un importante impianto di gas naturaleSouth Pars, in Iran, non era avvenuto lontano dagli occhi del Presidente Usa Donald Trump ma con la sua piena approvazione, nonostante, dopo l'accaduto, il tycoon abbia smentito qualsiasi coinvolgimento. A rivelarlo sono funzionari israeliani commentando l'episodio e le successive reazioni di 'The Donald', che in un post social su Truth scriveva "gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco".

Iran, fonti israeliane rivelano: "Raid Idf su South Pars era stato coordinato con Usa, Trump sapeva ma ha fatto finta di nulla"

Dopo il grave caso dei bombardamenti israeliani sui circa 30 depositi di greggio a Teheran - raid che anche in quel caso avevano fatto storcere il naso a Trump vista la "portata" dell'attacco e le conseguenze sul mercato economico petrolifero - un altro episodio di guerra interroga il coinvolgimento Usa negli attacchi sconsiderati dell'Idf. L'ultimo, per gravità, ha riguardato raid israeliani su diversi impianti della Zona speciale per l'energia a South Pars, nella costa sud-occidentale dell'Iran bagnata dalle acque del Golfo Persico. All'attacco, secondo le informazioni disponibili, era seguita la reazione iraniana con bombardamenti su Ras Laffan (Qatar), coinvolgendo il più grande impianto di gas naturale liquefatto e complesso di esportazione del mondo.

Ciò che colpisce però sono state le successive reazioni del Presidente Usa Trump alla notizia dei raid Idf su South Pars, nonostante già vi fossero i sospetti che l'attacco fosse stato coordinato con la Casa Bianca. "Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo specifico attacco" si era giustificato Trump assicurando, con tanto di maiuscolo, "NON CI SARANNO PIÙ ATTACCHI da parte di Israele relativi a questo giacimento di South Pars, estremamente importante e prezioso, a meno che l’Iran non decida imprudentemente di attaccare un Paese del tutto innocente — in questo caso il Qatar — nel qual caso gli Stati Uniti d’America, con o senza l’aiuto o il consenso di Israele, distruggeranno completamente l’intero giacimento di gas South Pars".

Ora però la conferma che Trump fosse a conoscenza dei bombardamenti su South Pars arriva direttamente da fonti israeliane, che confermano come tale attacco fosse stato coordinato in anticipo con l'alleato. Dunque, secondo le fonti: non solo Washington sapeva e aveva organizzato l'attacco con Israele, ma avrebbe evidentemente previsto un'automatica reazione iraniana contro il Qatar, nonché l'impennata di prezzi globali di gas e petrolio. Secondo esperti, l'attacco su South Pars è da intendere come un attacco di avvertimento verso Teheran affinché smorzi il controllo sullo Stretto di Hormuz che Trump, in stallo nella guerra, non è ancora riuscito a riaprire.

Le fonti spiegano che era poco verosimile il non coinvolgimento Usa nel raid su South Pars, visto lo stretto coordinamento operativo fra Washington e Tel Aviv. 'The Donald' dunque era perfettamente al corrente di ciò che sarebbe successo, ma avrebbe finto di non sapere nulla probabilmente per non accollare agli Usa la responsabilità dell'ovvia risalita di prezzi di gas e petrolio.