Svizzera chiude lo spazio aereo a voli militari Usa per guerra in Iran, divieto di sorvolo nel rispetto della neutralità

Nella giornata di ieri si sarebbero dovuti effettuare due voli di ricognizione statunitensi sopra i cieli svizzeri, ma il governo elvetico non ha concesso l'operazione in nome del principio di neutralità internazionale che lo contraddistingue

Dopo il no della Spagna, gli Usa ricevono un altro rifiuto: quello della Svizzera. In nome della sua storica "neutralità", Berna ha respinto due richieste statunitensi per il sorvolo del proprio territorio nell’ambito di operazioni militari collegate alla guerra in Medio Oriente"Gli Stati Uniti e Israele sono in guerra con l’Iran, dunque si applica il diritto alla neutralità, il quale vieta, tra le altre cose, i sorvoli da parte degli elementi in conflitto per scopi militari correlati allo stesso”, si legge in una nota del governo elvetico.

Svizzera chiude lo spazio aereo a voli militari Usa per guerra in Iran, divieto di sorvolo nel rispetto della neutralità

Per il 15 marzo 2026 erano previsti due voli di ricognizione sopra lo spazio aereo svizzero, ma le autorità di Berna non hanno autorizzato l’operazione. Citando il principio di neutralità, il Consiglio federale ha respinto le richieste presentate in relazione al conflitto con l’Iran, come si legge in una dichiarazione della Confederazione svizzera. Tuttavia, sono state autorizzate altre operazioni non direttamente collegate ad attività militari operative: un volo destinato alla manutenzione e due richieste di sorvolo per aerei da trasporto.



Anche la Spagna era tornata al centro dell’attenzione nei giorni scorsi per il rifiuto del governo di Pedro Sánchez di concedere l’uso delle basi militari statunitensi. Una posizione che aveva provocato tensioni con Washington e la dura reazione di Donald Trump, arrivato a minacciare possibili ritorsioni commerciali contro Madrid. La vicenda, riverberatasi politicamente in Italia, aveva visto il ministro della Difesa Guido Crosetto esprimersi in merito sottolineando che la Spagna, così come la nazione italiana, è legata da accordi che la vincolano alle richieste degli Stati Uniti. Effettivamente, nonostante il "no" iniziale del premier spagnolo, sarebbe poi emerso che la Spagna ha comunque consentito l’utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul proprio territorio.