Il guru della tecnodestra Peter Thiel a Roma per conferenze sull'Anticristo: dietro la teologia c'è il grande potere di Palantir

Il miliardario di PayPal e Palantir porta nella Città Eterna un ciclo di conferenze sull'Apocalisse. Ma dietro la teologia c'è ricchezza, potere e una rete di influenza che attraversa la politica americana

In questi giorni ci si chiede del perché Peter Thiel abbia scelto Roma — e non una qualsiasi Roma, ma quella che porta ancora nel nome la memoria dell'impero e del papato — per tenere le sue conferenze sull'Anticristo. Quattro incontri rigorosamente su invito, dal 15 al 18 marzo, nel cuore della cristianità. Un evento a cui non parteciperanno le istituzioni accademiche cattoliche inizialmente coinvolte.

Il miliardario di PayPal e Palantir porta nella Città Eterna un ciclo di conferenze sull'Apocalisse. Ma dietro la teologia c'è molto altro…

Il miliardario di PayPal e Palantir porta nella Città Eterna un ciclo di conferenze sull'Apocalisse. Ma dietro la teologia c'è ricchezza, potere e una rete di influenza che attraversa la politica americana. L'Angelicum, il Pontificio Ateneo di San Tommaso d'Aquino — lo stesso dove Papa Leone XIV scrisse la sua tesi di dottorato in diritto canonico — ha preso le distanze non appena la notizia è circolata sui media italiani. Stessa mossa della Catholic University of America, che ha smentito ogni coinvolgimento ufficiale, precisando che il Cluny Project è "un'iniziativa indipendente nata all'interno dell'università", non una sua emanazione. L’evento non è accessibile a tutti ma è possibile parteciparvi solo se si è stati precedentemente invitati. Inviti rigorosamente selezionati.

Il profilo del personaggio

Chi è Peter Thiel? Nato a Francoforte, cresciuto in Sudafrica, laureato a Stanford, è il cofondatore di PayPal e di Palantir Technologies (il nome proviene dal veggente Palantír del Signore degli Anelli). Palantir Technologies, fondata nel 2004, si specializza nell'aggregazione, analisi e visualizzazione di enormi masse di dati provenienti da fonti eterogenee: database governativi, registri finanziari, comunicazioni, movimenti di persone. Il suo prodotto non è software nel senso convenzionale del termine: è intelligenza artificiale applicata particolarmente alla sorveglianza e all'analisi comportamentale. Ha lavorato a stretto contatto con le forze armate e i servizi di intelligence americani per oltre quattordici anni, ed è oggi uno degli strumenti-chiave del secondo mandato Trump. Il software AI di Palantir è al centro di una partnership strategica con il Ministero della Difesa israeliano, assiste il Dipartimento della Difesa nell'analisi di riprese di droni, e ha fornito strumenti di "polizia predittiva" al dipartimento di Polizia di Los Angeles. Non è un'azienda tecnologica nel senso in cui lo sono Google o Apple. E’ qualcosa di molto diverso.

Il padrino della nuova destra americana

Thiel è stato un importante finanziatore dei candidati repubblicani a partire dal 2000, soprattutto verso JD Vance. Il vicepresidente degli Stati Uniti ha conosciuto Thiel nel 2011 quando era studente alla Yale Law School e il miliardario tenne un discorso che Vance stesso descrisse, in un post per la rivista cattolica The Lamp, come "il momento più significativo" dei suoi anni a Yale. Da lì Thiel divenne mentore e sostenitore di Vance: finanziò quasi da solo la corsa al Senato dell'Ohio di Vance con una donazione record di 15 milioni di dollari.

La teologia come strategia

Le conferenze romane sull'Anticristo non sono una bizzarria da miliardario eccentrico. Thiel è noto per la sua quasi ossessione con l'Anticristo e Armageddon, intesi come scelte che l'umanità deve affrontare per fronteggiare i rischi esistenziali del mondo contemporaneo. Thiel ha scritto saggi pubblici sull'Anticristo, ha tenuto cicli di conferenze sull'argomento a San Francisco, Cambridge e ora Roma. In un saggio pubblicato a novembre sulla rivista cattolica First Things, Thiel ha scritto: "I cristiani hanno dibattuto queste profezie per millenni. Chi era l'Anticristo? Quando sarebbe arrivato? Cosa avrebbe predicato?". Le conferenze romane seguono il modello di un ciclo di quattro lezioni tenuto a San Francisco nello scorso settembre, con interventi ancorati a scienza e tecnologia che commentano la teologia, la storia, la letteratura e la politica dell'Anticristo, con riferimento a pensatori come René Girard, Francis Bacon, Jonathan Swift, Carl Schmitt e John Henry Newman. Il nucleo della visione di Thiel è meno esoterico di quanto appaia. Nella sua lettura, l'Anticristo non appare come lo si può immaginare nella fantasia, non è un personaggio con le corna: l’Anticristo di Thiel indossa i panni del tecnocrate progressista, del regolatore europeo, di chiunque usi la paura del cambiamento climatico o delle pandemie come leva per espandere il controllo pubblico sull'economia e sulla tecnologia.

Perché Roma? Perché ora?

L'Italia non è uno sfondo neutro. La stessa Giorgia Meloni, prima di diventare Presidente del Consiglio, ha inaugurato a Roma nel febbraio 2020 i lavori della

National Conservatism Conference — una rete intellettuale e politica internazionale che riunisce esponenti della destra sovranista accomunati dal rifiuto del liberalismo globale e delle istituzioni sovranazionali — lo stesso circuito in cui Thiel si muove con disinvoltura. La visita del miliardario californiano non avviene quindi nel vuoto: avviene in un Paese dove certi ponti sono già stati costruiti. La vera questione non è se Thiel sia venuto a Roma per parlare dell'Anticristo o per tessere relazioni politiche. Più in generale, la vera questione è se l'Italia abbia ancora anticorpi culturali e democratici sufficienti a riconoscere che, nel ventunesimo secolo, la profezia e il potere viaggiano spesso sulla stessa berlina. Peter Thiel non è un predicatore. È un architetto del potere che usa il linguaggio della profezia. Quando parla di Anticristo nella Città Eterna, sta parlando di qualcosa di molto più terreno: chi controllerà i dati, le armi, i governi e le menti della prossima generazione. Il resto è scenografia.

di Eugenio Cardi