Iran, Araghchi: "Guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà, in Libano pace solo quando Israele cesserà di occuparlo"
“La principale fonte di insicurezza in tutta la regione, Libano compreso, è l'aggressione e l'egemonia del regime sionista", ha aggiunto Araghchi
La guerra terminerà solo quando l’Iran sarà “sicuro” che non possa ricominciare. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, spiegando che Israele e gli Stati Uniti hanno concluso la guerra dei 12 giorni per poi riattaccare alcuni mesi dopo. “Questa guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà e che verranno pagate le riparazioni. Lo abbiamo vissuto l'anno scorso: Israele ha attaccato, poi gli Stati Uniti... si sono riorganizzati e ci hanno attaccato di nuovo”.
Iran, Araghchi: "Guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà, in Libano pace solo quando Israele cesserà di occuparlo"
Nel frattempo, durante una telefonata con il suo omologo francese Jean-Noël Barrot, Araghchi ha sostenuto che il “ritorno alla pace” in Libano dipende dalla “fine dell'occupazione” israeliana nel Libano meridionale e dalla cessazione degli attacchi contro il Paese. “La principale fonte di insicurezza in tutta la regione, Libano compreso, è l'aggressione e l'egemonia del regime sionista, e il ritorno della pace in Libano dipende dalla fine dell'occupazione e dalla cessazione degli attacchi e delle aggressioni da parte di questo regime”, ha affermato, secondo quanto riportato sul suo account Telegram.
Teheran ha inoltre assicurato che la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, succeduto al padre ucciso in un raid israeliano il primo giorno della guerra, “è in buona salute e in pieno controllo della situazione”. Araghchi ha infine ribadito la disponibilità dell’Iran ad accogliere con favore “qualsiasi iniziativa regionale per porre fine in modo giusto alla guerra”, pur precisando che al momento non esiste alcuna proposta concreta “sul tavolo”.
Intanto continuano le tensioni anche intorno allo Stretto di Hormuz. Donald Trump ne chiede la militarizzazione, cercando di coinvolgere anche i Paesi alleati. Teheran però avverte: "Non peggiorate il conflitto, non immischiatevi nella guerra".