Israele pronta a colpire Moschea Al-Aqsa con operazione di False Flag contro Iran, obiettivo costruzione del Terzo Tempio
Secondo quanto riferito da Tucker Carlson gli israeliani vorrebbero attribuire successivamente la distruzione della Moschea all'Iran con il fine ultimo di generare una guerra regionale di ampia portata tra i paesi arabi e la Republica Islamica guidata da Khamenei
Secondo quanto riportato dal giornalista americano Tucker Carlson, molto vicino agli ambienti del Movimento MAGA del Presidente Statunitense Donald Trump gli israeliani si starebbero preparando ad un'operazione sotto falsa bandiera volta a colpire la Moschea di Al-Aqsa, uno dei luoghi più sacri per i musulmani.
I media Kazaki, come KZ24.news, e Pakistani (Pakistan Today) hanno dato ampio risalto alla vicenda essendo entrambi i paesi a maggioranza islamica.
Secondo quanto riferito da Tucker Carlson gli israeliani vorrebbero attribuire successivamente la distruzione della Moschea all'Iran con il fine ultimo di generare una guerra regionale di ampia portata tra i paesi arabi e la Republica Islamica guidata da Khamenei.
Carlson fa inoltre riferimento ad un'intervista rilasciata da Yosef Mizrahi, un rabbino ortodosso molto popolare in Israele. Secondo il religioso ebreo una guerra totale in Medio Oriente sarebbe propedeutica alla costruzione del Terzo Tempo di Gerusalemme, con la conseguente venuta del Messia ebraico, il tutto si intreccia con il fanatismo politico israeliano che non ha mai fatto mistero di auspicare alla creazione della Grande Israele dal Nilo all'Eufrate.
In questo contesto non si può non evidenziare come diversi comandanti statunitensi abbiano direttamente evocato l'Armageddon.
Stando a quanto riportato dal The Guardian diversi ufficiali Usa hanno giustificato gli attacchi indiscriminati sull'Iran come un "piano di Dio", in una guerra religiosa che vede anche l'uso da parte di Israele di pastori protestanti sionisti come cardine della propria narrativa negli Stati Uniti nella più grande opera di guerra informativa degli ultimi 20 anni.
Di Amedeo Avondet