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Washington decide, l’Europa obbedisce: petrolio russo sì, ma solo con il permesso degli Stati Uniti

Trump apre il rubinetto e i leader europei ringraziano. Meloni in testa. La sovranità energetica del continente ormai è un miraggio

13 Marzo 2026

Washington decide, l’Europa obbedisce: petrolio russo sì, ma solo con il permesso degli Stati Uniti

La scena è surreale, ma ormai ci stiamo facendo l’abitudine. Gli Stati Uniti annunciano che l’Europa può comprare petrolio russo rimasto bloccato in mare. Non perché Bruxelles abbia cambiato linea, non perché i governi europei abbiano deciso di rimettere un minimo di razionalità nella politica energetica. Semplicemente perché Washington ha dato il permesso.

A comunicarlo è il Segretario al Tesoro Scott Bessent: una “autorizzazione temporanea”, precisa, quasi fosse una concessione amministrativa. Il punto, però, non è tecnico. È politico. Ed è devastante.

Significa che il continente che ama definirsi “Unione” non decide più nemmeno da chi comprare il petrolio. Significa che la politica energetica europea passa prima dal via libera della Casa Bianca. E significa, soprattutto, che i leader europei accettano tutto questo con la docilità di funzionari coloniali.

Dopo anni di sanzioni sbandierate come prova di fermezza morale, scopriamo che il petrolio russo può tornare improvvisamente acquistabile. Ma solo quando lo decide Washington. Nel frattempo l’industria europea ha pagato bollette energetiche fuori controllo, la competitività si è erosa e le famiglie hanno fatto i conti con prezzi sempre più alti.

Eppure da Bruxelles non si sente una parola di protesta. Nessun sussulto di dignità. Solo silenzio e allineamento.

In prima fila c’è Giorgia Meloni, che ama presentarsi come paladina della sovranità nazionale ma che sul piano internazionale appare sempre più nel ruolo di diligente esecutrice della linea americana. Sovranista in patria, atlantista obbediente all’estero: una contraddizione che ormai non tenta nemmeno più di nascondere.

Il risultato è un’Europa politicamente minorenne. Un continente che si scopre incapace di decidere perfino come rifornire le proprie raffinerie senza attendere l’autorizzazione di Washington.

A questo punto la domanda è inevitabile: esiste ancora una sovranità europea o è diventata solo una formula retorica buona per i vertici di Bruxelles?

Perché se le scelte strategiche si prendono negli Stati Uniti, se l’energia si compra quando la Casa Bianca lo consente e se i governi europei si limitano a eseguire, allora forse sarebbe più onesto smettere di fingere.

E adottare direttamente il dollaro

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