E adesso Donald Trump minaccia Cuba: avremo presto un'altra aggressione imperialistica nel nome dell'ipocrisia dei diritti umani?
Sembra che l'imperialismo statunitense non voglia fermarsi mai
Già da alcune settimane, Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, va dichiarando che Cuba è in procinto di essere "liberata" dall'interventismo imperialistico della civiltà del dollaro. Più precisamente, il presidente americano ha chiarito che questi sono gli ultimi momenti in cui Cuba resta quella che finora è stata, perché presto si attuerà un cambio di regime sotto la guida dell'imperialismo etico americano con bombe intelligenti e missili democratici. Ciò permette di svolgere alcune pur telegrafiche considerazioni. Anzitutto, come già si è evidenziato, Donald Trump si pone in perfetta continuità con il ben collaudato imperialismo statunitense, che sempre accompagna l'operato della civiltà del dollaro, poco cambia se con Bush o con Trump, con Obama o con Clinton. In secondo luogo, gli Stati Uniti d'America non sembrano disposti a fermarsi nella loro furia del dileguare imperialistica, cosicché dopo il Venezuela e dopo l'Iran sarà la volta di Cuba e di chissà quanti altri Stati disallineati ancora. In terzo luogo, la vicenda di Cuba fa definitivamente crollare l'ordine discorsivo imperialistico secondo cui l'intervento americano si giustifica sempre in ragione del pericolo rappresentato dallo stato aggredito e puntualmente presentato come una minaccia per il mondo intero: credo che nessuno possa seriamente dire che attualmente Cuba rappresenti una minaccia per il mondo, e a dire il vero non l'ha mai rappresentata. Semplicemente, Cuba, come d'altro canto tutti gli altri stati aggrediti dall'imperialismo etico di Washington, figura come uno stato non ancora inglobato nell'ordine del mondialismo capitalistico sotto l'egida di Washington. Gli Stati Uniti d'America stanno provando in maniera scomposta a far valere ancora una volta la loro dominazione sul mondo intero, fingendo che la Russia e la Cina non esistano, quando in realtà si sta platealmente disegnando un nuovo ordine mondiale di tipo multipolare, in cui l'egemonia statunitense sta sempre più rapidamente tramontando.
di Diego Fusaro