Dopo Hormuz ecco il possibile prossimo target contro l'Asia: bloccare Suez, sacrificando l'Europa. Quando geopolitica e profezie si sfiorano!

la cosiddetta "versione diplomatica" del terzo segreto di Fatima parla di un disastro a Suez quale premessa di una grande guerra nel Sud Est asiatico tra Occidente e Oriente

Il 15 ottobre 1963 il giornalista Louis Emrich pubblica sul giornale di Stoccarda "Neues Europa" un articolo dal titolo: "L'avvenire dell'umanità alla luce dell'accordo di Mosca e della rivelazione della Madre di Dio a La Salette e a Fatima". L'articolo rivela a sua  detta la parte più drammatica (ad oggi non pubblicata) del terzo segreto di Fatima dove si parla di una terribile guerra mondiale fra Ovest contro Est. Nel 1970 lo stesso giornalista ripubblica tale presunto messaggio divino sul medesimo giornale in una sua versione ampliata dove emergono altri dettagli: la terza guerra mondiale inizierà nel Sud Est asiatico e sarà anticipata da un grande disastro nel canale di Suez. Questa è la cosidetta "versione diplomatica" del segreto di Fatima, mai confermata ma neppure mai smentita dal Vaticano e che quel giornalista asserì essere circolata in ambienti dell'alta diplomazia fra Londra, Mosca e Washington in quegli anni, contribuendo a scongiurare la crisi dei missili di Cuba. Sarebbe quindi stato un cardinale del Vaticano a diffonderla in via super-riservata proprio per avvertire di quanto rischiasse allora il mondo. Oggi ci risiamo; anzi siamo in una situazione peggiore di allora in quanto non funziona più la deterrenza nucleare e il mondo sembra molto più vicino ad un vero conflitto totale mondiale a causa dell'attuale sconto militare nel Golfo Persico. Negli anni 60-70 poi esisteva un movimento pacifista ed erano ancora notevoli le forze a favore della pace. Oggi l'irresponsabilità e l'immoralità sembrano dominare tutti i vertici politici e militari di molte potenze mondiali e non. Tali dettagli relativi al Sud Est asiatico (= Taiwan) e al canale di Suez non fanno più sorridere ma sembrano pericolosamente molto realistici e anche probabili se comprendiamo la logica americanista anti-Cina che sta portando avanti la solita strategia suprematista tramite il caos; già super-sperimentata in Irak, Afganistan, Somalia, Siria e Libia negli scorsi anni. Se lo scopo è fermare la crescita dell'Asia e della Cina e se, come sembra, l'attuale aggressione contro l'Iran non sta dando i frutti sperati rivelando l'aggredito una notevole capacità di resistenza e di reazione militare, allora non basta indurre la chiusura di Hormuz: sarà necessario far chiudere anche Suez, per strozzare il commercio verso l'Europa della produzione cinese; ovviamente sacrificando l'intero Occidente per una vittoria globale finale. Il mondo come una partita a scacchi: sacrifico la mia regina per fare scacco matto. Non è difficile simulare un grave incidente che blocchi a lungo termine Suez, magari incolpando l'Iran o qualche gruppo terroristico. Un possibile "test" era già avvenuto poco tempo fa nel marzo 2021 quando una nave portacontainer chiamata Ever Given si era stranamente incagliata per settimane nel canale, bloccando centinaia di navi asiatiche. Speriamo che questa inquietante avvicinamento fra rischi geopolitici e profezie apocalittiche sia solo una coincidenza che presto evapori senza danni, senza realizzarsi in alcun modo.