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Iran, allarme pioggia acida a Teheran dopo raid Usa-Israele su siti petroliferi, protezione civile: "Dannosa per pelle e polmoni"

Il cielo sopra la città è coperto da dense nubi tossiche tinte di nero e la qualità dell’aria ha raggiunto già livelli considerati pericolosi per la salute degli abitanti

08 Marzo 2026

Iran, allarme pioggia acida a Teheran dopo raid Usa-Israele su siti petroliferi, protezione civile: "Dannosa per pelle e polmoni"

Fumo nero su Teheran, fonte: X @Virus1979C

La capitale iraniana si trova sotto una nube tossica dopo i bombardamenti contro le infrastrutture petrolifere colpite dai raid Usa-Israele nella notte. A Teheran cresce l’allarme per la pericolosa pioggia acida causata proprio dagli incendi scoppiati nei siti di carburante e dai fumi neri che aleggiano nell'ariaLa Protezione civile e la Mezzaluna Rossa iraniana invitano la popolazione a restare in casa e a limitare ogni attività all’aperto.

Iran, allarme pioggia acida a Teheran dopo raid Usa-Israele su siti petroliferi, protezione civile "Sostanze dannose per pelle e polmoni"

La protezione civile avverte che si tratta di composti potenzialmente nocivi per l’organismo: "Le sostanze rilasciate possono essere dannose per pelle e polmoni", spiegano le autorità, raccomandando l’uso di mascherine protettive a chi è costretto a spostarsi all’esterno. Le piogge acide sono un fenomeno atmosferico che si verifica quando le precipitazioni diventano più acide del normale. Questo accade quando gas inquinanti come ossidi di azoto e di zolfo vengono rilasciati nell’aria e reagiscono con l’acqua e l’ossigeno presenti nell’atmosfera. Dalla reazione chimica si formano acidi come acido nitrico e acido solforico che si mescolano con le goccioline d’acquua nelle nuvole e cadono poi al suolo con la pioggia.

Queste precipitazioni possono avere effetti negativi sia sull’ambiente sia sulla salute umana. Possono irritare la pelle e le vie respiratorie, aggravare problemi ai polmoni e contaminare suoli e corsi d’acqua. Le autorità iraniane continuano a monitorare la situazione mentre sulla capitale resta sospesa una densa nube di fumo, con il timore che le conseguenze ambientali dei raid possano colpire per giorni milioni di cittadini iraniani.

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