Strage scuola Minab in iran, inchiesta esercito americano ammette: “Siamo stati noi”, nel raid morte 168 bambine
Nell’attacco alla scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh, nell’Iran meridionale, sono morte 168 bambine. A confermarlo sono gli investigatori militari degli Stati Uniti
È opera statunitense l’attacco che sabato scorso ha colpito un istituto scolastico a Minab, nel sud dell’Iran. “Gli Usa dietro la strage della scuola elementare femminile di Minab”, ha confermato un'inchiesta dell’esercito americano. L’Onu aveva chiesto che venisse effettuata un’indagine “rapida e trasparente”. “L'edificio scolastico è stato gravemente danneggiato da un attacco di precisione avvenuto contemporaneamente agli attacchi a una base navale adiacente gestita dai Guardiani della Rivoluzione islamica”, ha annunciato il New York Times.
Strage scuola Minab in iran, inchiesta esercito americano ammette: “Siamo stati noi”, nel raid morte 168 bambine
Sono gli Stati Uniti i mandanti della strage della scuola elementare di Minab, nel sud dell’Iran. A confermarlo è l’inchiesta dell’esercito americano che si sta occupando dell’indagine, i cui primi rilievi hanno fin da subito evidenziato un possibile coinvolgimento diretto di Washington nel bombardamento avvenuto durante la prima ondata di attacchi congiunti israelo-statunitensi. Volker Türk, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, aveva chiesto agli Usa che venisse svolta un’indagine “rapida e trasparente” sul loro (inizialmente presunto, poi confermato) coinvolgimento nell’attentato alla scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh, situata nell’Iran meridionale.
Il bilancio dei morti è ancora oscillante, ma, secondo alcune fonti locali iraniane e il Ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, si parla di almeno 168 vittime, di cui la maggior parte sarebbero giovani studentesse.
Türk, in merito alla conferma da parte di Marco Rubio, segretario di Stato americano, dello svolgimento delle indagini da parte del Pentagono, durante una conferenza stampa a Ginevra aveva commentato: “Speriamo che sia rapida, imparziale e trasparente. Ci aspettiamo anche che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni, perché è chiaro che sono stati commessi degli errori" e che ci saranno “riparazioni e risarcimenti”. Definendo l’episodio come “orribile”, aveva in seguito dichiarato che “l’onere di accertare la verità ricade sulle forze che hanno condotto l’operazione”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, infine, ha promesso che il Paese non resterà inerme di fronte a quelli che ha definito “crimini di guerra”.