Attacco Usa-Israele su Iran, la grande macchina della propaganda: in 72h l'aggredito è "responsabile del caos in Medioriente"

La realtà viene capovolta sotto i nostri occhi: nell’arco di sole 72 ore la nazione aggredita è diventata la vera responsabile del caos in Medioriente

La grande macchina della propaganda subliminale è ripartita a pieni giri.

Tutti i principali quotidiani sembrano essersi sintonizzati contemporaneamente sullo stesso messaggio: per quanto sia stato l’Iran subire un attacco, è comunque lui il “cattivo” della situazione.

Il Corriere della Sera: “Così Teheran semina il caos” (quindi è colpa sua). La Repubblica: “Iran, il Golfo si infiamma” (quindi è colpa sua). La Stampa: “L’Iran minaccia l’Europa” (quindi è colpa sua). Sempre La Stampa: “La strategia del caos arma degli Ayatollah” (quindi è colpa loro). Il Messaggero: “Pioggia di droni, Golfo in fiamme” (quindi è colpa dell’Iran che lancia i droni). Il Giornale di Feltri: “Teheran minaccia l’Europa” (quindi è colpa loro). Libero di Sechi: “La nuova guerra persiana” (quindi sono loro a fare la guerra). Il Tempo di Capezzone: “Trump non si farà impantanare in Iran” (quindi Trump è la vittima che è stata tirata dentro, non è lui che ha iniziato la guerra).

Goccia per goccia, frase per frase, articolo per articolo, ecco che nuovamente la realtà viene capovolta sotto i nostri occhi: nell’arco di sole 72 ore la nazione aggredita è diventata la vera responsabile del caos in Medioriente.

Tutto questo, purtroppo, serve a preparare la nostra opinione pubblica ad un eventuale intervento militare da parte delle nazioni europee. Il giorno in cui Francia, Inghilterra o Germania (o anche la stessa Italia) dovessero intervenire nel conflitto, anche dando soltanto supporto logistico agli americani, ecco che nessuno avrebbe niente da ridire.

In fondo, ci vuole poco a trasformare i crimini più efferati in qualcosa di “giusto e lodevole”. Basta cambiare il segno davanti alla parentesi, e il senso di tutta l’equazione viene capovolto.

Di Massimo Mazzucco