Iran, gli esperti hanno deciso, l'Italia è in guerra con Teheran, cioè con Russia e Cina: tg e talk show soffiano sul fuoco

Mentre la Spagna prova saggiamente a smarcarsi dalla terza guerra mondiale, i nostri tg e talk show soffiano sul fuoco. Faremo un referendum anche su questo?

I più avveduti lo ripetono da tempo: la democrazia è morta e sepolta. È un feticcio, un mito, una strategia retorica per consolare il popolo tra uno spritz e un antidepressivo. L’ultima puntata del suo funerale va in onda proprio in queste ore: a reti unificate, il mainstream insinua subdolamente che il prossimo bersaglio dei missili iraniani potrebbe essere, anzi sarà certamente, il sud Italia. L’Iran chiuderebbe così l’annosa questione meridionale, azzerando il meridione

Le prove a sostegno di tali insinuazioni? Nessuna, mere speculazioni balistiche da salotto televisivo: poiché i missili iraniani hanno una certa gittata, allora dobbiamo terrorizzare tutte le persone entro tale raggio. Il mainstream conferma la sua missione: terrorizzare il popolo. Azzerare le possibilità democratiche psicotecnicamente, da remoto, per mezzo di quei sacerdoti del terrore che chiamano “esperti” (per chi volesse approfondire, rimando al mio saggio ODIO L’ESPERTO, Arca Edizioni, 2026).

TV terrorista. La psicopolitica digitale funziona così: basta tracciare cerchi concentrici su una cartina, colorare ogni fascia di una sfumatura di rosso, includervi il tacco della Penisola, proiettare l’immagine di un barbuto straniero (certamente un cattivone) e il gioco è fatto: il popolo ha un nuovo nemico. Niente referendum, non ce n’è bisogno grazie a Madre TV: efficienza tecnocratica. 

Le crociate 3.0 non partono da Roma, ma dalla balconata digitale. Qui, esperti sadici e conduttori compiacenti predicano la fine dei tempi. Questo clero ateo degenerato amministra (o almeno ci prova) i pensieri del popolo 24/7 per evitare - questa la bestia nera di tutto il pensiero politico moderno, alla faccia della democrazia - che il popolo capisca e decida da sé. 

Faremo il referendum sulla magistratura: perché non sottoporre, a maggior ragione, l’entrata in guerra contro Iran, Russia e Cina a un bel referendum primaverile? È più importante la toga o la vita dei nostri soldati e cittadini? Scommetto che gli italiani, nel 2026, non vogliano passare Ferragosto al mare, ma al fronte. Vincerà sicuramente il sì.

Di Pietro Cattana