20 Febbraio 2026
Soldati americani, fonte: X @ nathaliaroiv3
Il Canada mette alla prova il proprio esercito e la sua capacità di resistere a un’invasione terrestre nell’Artico, con temperature che toccano i -45 gradi e una percezione termica spinta dal vento fino a meno 50. Nell’ambito dell’Operazione Nanook-Nunalivut, le Forze armate canadesi hanno simulato un attacco nemico contro un posto di blocco nel Grande Nord, tra neve, ghiaccio e immersioni in acqua gelida. Un segnale chiaro in un contesto di nuove tensioni politiche e di rafforzamento della difesa dell’Artico, mentre Ottawa accelera anche sul piano industriale e strategico per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
Le manovre si sono svolte nei Territori del Nord-Ovest, nei pressi di Behchoko, dove il personale militare ha messo in scena un attacco nemico in condizioni estreme. Le truppe hanno attraversato distese innevate, neutralizzato figuranti ostili e recuperato feriti simulati, operando con equipaggiamento artico e procedure d’emergenza adattate a un clima che può diventare letale in pochi minuti. Il vento ha abbassato drasticamente la temperatura percepita, mentre i militari hanno persino tagliato il ghiaccio per preparare prove di immersione in acqua gelida, un addestramento cruciale per testare la resistenza fisica e la capacità di intervento in caso di incidente o combattimento in ambiente polare.
A guidare le operazioni, nell’ambito della Task Force Grizzly, è stato il Maggiore Lyle Borody del Loyal Edmonton Regiment, impegnato in un’esercitazione difensiva intorno all’aeroporto di Edzo. L’obiettivo dell’Operazione Nanook-Nunalivut è dimostrare che il Canada è in grado di presidiare e proteggere il proprio Artico anche nelle condizioni più proibitive. “Difendere il nostro Nord-Ovest significa essere pronti a operare dove pochi possono farlo”, ha spiegato Borody, sottolineando come l’addestramento sia pensato per fronteggiare minacce convenzionali in uno scenario climatico estremo. Un messaggio che assume un significato politico oltre che militare.
Negli ultimi mesi Ottawa ha progressivamente preso le distanze dagli Stati Uniti sul piano economico e strategico, anche alla luce di dichiarazioni provenienti da Washington che hanno alimentato tensioni sull’assetto e sulla sovranità del Nord America. La regione artica, sempre più centrale per rotte commerciali e risorse energetiche, è diventata un perno della pianificazione difensiva canadese. In parallelo alle esercitazioni sul campo, il primo ministro Mark Carney ha annunciato una nuova strategia industriale per la difesa con investimenti senza precedenti. Il piano mobilita oltre mezzo trilione di dollari canadesi tra spesa diretta, appalti e infrastrutture nel prossimo decennio. Sono previsti 80 miliardi di dollari canadesi di spesa diretta per la difesa nei prossimi cinque anni, 180 miliardi in appalti militari e 290 miliardi in infrastrutture legate a sicurezza e difesa.
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