"Parole di Trump sono minacce gravi e rischi aggressione militare, Usa rispettino diritto internazionale", la lettera dell'Iran all'Onu

Teheran scrive al segretario generale dell’Onu denunciando minacce Usa e chiedendo il rispetto della Carta: “Rischio reale di aggressione militare”

La missione permanente dell'Iran presso l'Onu ha scritto una lettera aperta indirizzata al Segretario generale Antonio Guterres, in cui condanna le "minacce gravi" a Teheran del presidente statunitense Donald Trump. Nella missiva è anche stato fatto notare come la retorica del tycoon porti a un "rischio reale di aggressione militare" e un invito affinché gli Usa "rispettino il diritto internazionale".

"Parole di Trump sono minacce gravi e rischi aggressione militare, Usa rispettino diritto internazionale", la lettera dell'Iran all'Onu

Un duro richiamo al diritto internazionale e un avvertimento formale al Consiglio di Sicurezza. La missione permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite ha inviato una lettera al segretario generale Antonio Guterres, denunciando che la retorica del presidente degli Stati Uniti Donald Trumpsegnala un rischio reale di aggressione militare” contro la Repubblica islamica.

Nella missiva, Teheran afferma di non voler una guerra, ma avverte che risponderàcon decisione” a qualsiasi attacco. In caso di azione militare, basi e strutture della “forza ostile” nella regione verrebbero considerate obiettivi legittimi. Il documento richiama esplicitamente l’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di uno Stato.

Secondo la rappresentanza iraniana, le dichiarazioni del presidente americano – che avrebbe evocato un possibile “regime change” e giustificato l’invio di una seconda portaerei nell’area “nel caso non si raggiunga un accordo” – configurerebbero una pressione incompatibile con il sistema multilaterale fondato sull’Onu. La lettera sottolinea come l’Iran abbia più volte chiesto negoziati, citando interventi diplomatici recenti a Doha e in Oman.

Il testo ricostruisce inoltre la vicenda del Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), l’accordo sul nucleare del 2015, approvato all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza con la risoluzione 2231. Teheran accusa Washington di aver compromesso quell’intesa con il ritiro unilaterale del 2018 e con la reintroduzione di sanzioni economiche, definite una forma di “guerra economica”.

Nella parte conclusiva, l’Iran invita il Consiglio di Sicurezza a riaffermare l’obbligo degli Stati membri di risolvere le controversie con mezzi pacifici – negoziato, mediazione, arbitrato – e a impedire un’escalation che potrebbe destabilizzare l’intera regione mediorientale.

La lettera rappresenta un passaggio diplomatico formale ma carico di tensione, che riporta al centro del dibattito internazionale il ruolo dell’Onu come garante dell’ordine giuridico globale, in un momento in cui lo spettro di un conflitto aperto torna ad agitare gli equilibri tra Washington e Teheran.