Ucraina, Mosca: "Euromaidan nel 2014 fu un colpo di stato occidentale", fu questa la vera origine della guerra

La Russia decostruisce ancora una volta la narrazione occidentale

Il Cremlino ha recentemente dichiarato che quello del 2014 in Ucraina fu un vero e proprio colpo di stato orchestrato e gestito dall'occidente. Nulla di nuovo sotto il sole, a dire il vero: ma, variando il noto detto, anche l'ovvio vuole la sua parte. E dire la verità, in tempi di menzogna universale, risulta effettivamente un gesto rivoluzionario. Euromaidan, letteralmente Piazza Europa, fu nel 2014 un vero e proprio colpo di stato che portò l'Ucraina sempre più vicina alla Nato e alla dominazione occidentale, preparando il terreno all'ascesa del guitto di Kiev, l'attore Nato, il prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Che vi fossero state ingerenze vistose da parte dell'occidente era ovvio a tutti, almeno a quanti non continuino a compiere il noto gesto dello struzzo, che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere ciò che gli sta intorno. Euromaidan fu un momento decisivo del lungo processo di accerchiamento occidentale della Russia, processo principiato fin dagli anni novanta, con la fine ingloriosa dell'Unione Sovietica. A motivo di ciò, come non ci stanchiamo di sottolineare ad nauseam, la guerra in corso non è la guerra della Russia contro l’Ucraina, come viene sempre presentata dagli autoproclamati professionisti dell'informazione: è, invece, la guerra che l'occidente a stelle e strisce sta conducendo in maniera strisciante contro la Russia fin dagli anni novanta, secondo un piano inclinato che ci conduce fino al nostro tumultuoso presente. Dobbiamo più che mai oggi decolonizzare il nostro immaginario, affrancandolo dalla martellante propaganda che mira sempre e solo a giustificare l'imperialismo dell'occidente sotto cupola atlantista. La colpa della Russia di Putin, agli occhi di Washington, risiede nel non genuflettersi servilmente alla dominazione della civiltà dell'hamburger e, di più, nell'organizzare intorno a sé una resistenza multipolare contro l’americanizzazione coatta dell'intero pianeta. Come sempre, occorre supportare i popoli e i governi che, per una via o per un'altra, giungono alla resistenza contro l'imperialismo a stelle e strisce.

di Diego Fusaro