Epstein, la scoperta: il ranch delle violenze mai perquisito; troppe coincidenze per credere al mainstream. L’enigma che imbarazza gli USA

Epstein, il buco nero: un ranch intoccabile, immagini censurate e troppe coincidenze

La grande tenuta di Jeffrey Epstein a Santa Fe, lo Zorro Ranch in New Mexico, non è mai stata oggetto di perquisizione federale, nonostante decenni di accuse di abusi e violenze su donne e minorenni. Non esiste alcun riferimento pubblico a una perquisizione completa da parte del Dipartimento di Giustizia o dell’FBI. È quanto emerge, con evidenza, dai documenti pubblicati dal ministero della Giustizia USA di cui si parla da settimane. In queste ore, anche il quotidiano britannico indipendente The Guardian si è interrogato sulla singolare anomalia di una vicenda dai contorni sempre più oscuri e su come sia stato possibile che né le autorità giudiziarie né il mondo giornalistico, tanto meno quello intellettuale USA, abbiano mai acceso un faro sulla mancanza delle indagini.

La stranezza si amplifica a fronte delle dichiarazioni di qualche settimana fa di Todd Blanche, procuratore generale aggiunto degli Stati Uniti, che ha spiegato come dal rilascio dei materiali del ministero della Giustizia USA siano state escluse immagini che mostravano morte, abusi fisici o ferite, per ragioni legate alla tutela della privacy delle vittime e alla normativa sulla divulgazione di contenuti sensibili. In queste ore i membri del Congresso potranno accedere a una visione completa dei Files del Dipartimento di Giustizia, ma l’anomalia resta lampante. Ci sarebbero morti e abusi fisici eppure nessuna perquisizione nel Ranch quartier generale.

Lo Zorro Ranch, proprietà di quasi 10.000 acri con una villa lussuosa, una pista privata e significative strutture di servizio, è stato al centro delle accuse delle vittime, con testimonianze dettagliate in procedimenti giudiziari precedenti. Tuttavia, finora le prove relative alle condizioni interne, alle foto e ai rapporti di attività sospette provengono da indagini su altre proprietà di Epstein o da testimonianze di vittime, piuttosto che da ispezioni federali ufficiali della proprietà in New Mexico. Come è stato possibile?

L’FBI ha concluso che Jeffrey Epstein non gestiva un giro di traffico sessuale per uomini potenti, secondo quanto mostravano i file in loro possesso. Ma è possibile che la verità alla quale le autorità sono arrivate sia solo un pezzo del mosaico? Cioè che la storia di Epstein non nasconda una sequenza orrorifica di abusi, ma una rete di potere fatta di ricatti complessi e articolati per scatole cinesi, in cui sono coinvolti vari vertici di istituzioni nazionali e internazionali, con tutto ciò che ne consegue?

Una situazione davvero singolare, questa delle mancate perquisizioni, che si somma ad altre.

Come è possibile che nessuno negli anni, come risulta dalle indagini, abbia mai indagato approfonditamente sulle ricchezze accumulate da Epstein? Chi ha visto i video degli interrogatori dopo l’arresto è rimasto sorpreso dal distacco olimpico e dalla collaborazione mostrata dall’uomo. Così come è apparso anomalo che un uomo al centro di dubbi su reti di ricatti che intrecciano vari servizi segreti e governi sia stato sottoposto a controlli serratissimi, non eseguiti però la notte della morte. Il compagno di cella trasferito senza essere sostituito, Epstein non controllato ogni 30 minuti come dovuto, le due guardie incaricate di controllarlo addormentate, i documenti dei controlli falsificati, le due telecamere davanti alla cella fuori uso e chi più ne ha più ne metta.

La combinazione di questi fattori ha portato molti osservatori a riflettere sulla struttura di potere che ha circondato Jeffrey Epstein e sui sistemi che avrebbero dovuto indagare su di lui. In questo contesto, bisognerebbe ragionare sulla rete di relazioni e i presunti meccanismi di ricatto? Che essi appaiano centrali per comprendere il caso e la difficoltà delle indagini? Come mai a processo non ci sono nuovi soggetti oltre ai principali imputati?

La domanda che rimane aperta, a molti anni dai fatti e a fronte di milioni di pagine di documenti pubblicati, è se la piena verità possa essere raggiunta, visto il coinvolgimenti di tanti pezzi delle élite internazionali e se si possa farla emergere esclusivamente attraverso materiali documentali e testimonianze già emersi o se saranno necessarie ulteriori aperture d’indagini per arrivare ad una ricostruzione credibile del caso.